cronaca

Ferrante: "Garanzie per la sicurezza? Purtroppo nessuna"
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A quattro anni dalla strage del Fereggiano è ancora vivo il dolore per quelle sei vittime del fango. Marassi le ha ricordate oggi con una messa nella chiesa di Santa Margherita e una commemorazione nei pressi della targa posta in fondo a via Fereggiano.

"Chiediamo giustizia, solo questo. Non vendetta. Solo che la verità venga a galla, come sta già succedendo, in memoria di quelle sei vittime". Lo dice con l'amarezza negli occhi Attilio Toffi, marito di Evelina Pietranera, deceduta in quel maledetto 4 novembre 2011. Insieme a lei non ci sono più Angela Chiaramonte, Serena Costa, le piccole Janissa e Gioia e la mamma Sphresa Djala. "Siamo qui per non dimenticare e perché non si ripeta più quello che è successo", dice Attilio.

Dopo tante promesse e annunci, sono partiti il lavori per il canale scolmatore che dovrebbe attenuare le piene del Fereggiano. Finanziato dal governo anche il primo lotto di quello del Bisagno. Nel frattempo, che garanzie dare ai cittadini? "Nessuna, purtroppo - commenta Massimo Ferrante, presidente del Municipio Bassa Valbisagno - si può solo lavorare sulla manutenzione e sulla consapevolezza dei cittadini. Bisogna evitare precauzioni per evitare di perdere vite umane. Quattro anni fa qui era tutto sott'acqua, è stata una pagina dolorosa".

Ci vorrà tempo. Lo scolmatore non sarà pronto prima di agosto 2018. Intanto, spiega Ferrante, "è stato definito un protocollo chiaro per le scuole: in caso di allerta rossa sono chiuse, con l'allerta arancione gli alunni restano all'interno e vengono portati ai piani alti. Fino al completamento delle opere idrauliche ci concentriamo sulla prevenzione".