Un commerciante di 66 anni, di Ventimiglia, trovato in possesso di decine di residuati bellici della Prima Guerra Mondiale che lui stesso aveva recuperato con una serie di scavi non autorizzati in Friuli e Veneto, è stato denunciato dai carabinieri.
Nella sua abitazione l'uomo, incensurato e titolare di un porto d'armi ad uso sportivo, deteneva un fucile "Lebel" senza matricola, appartenente all'esercito austriaco; tre pistole lanciarazzi francesi; tre baionette per moschetto "9138" con 328 cartucce; altre 170 cartucce calibro 9 del 1917; tre etti di polvere da sparo recuperata da mine e granate inesplose che lui stesso aveva svuotato.
E poi, deteneva gli involucri di numerose bombe a mano e altri ordigni svuotati dell'esplosivo. Oltre alla detenzione di armi da guerra, al commerciante viene contestato anche la violazione della legge sugli scavi non autorizzati. Il porto d'armi gli è stato revocato.
Nella sua abitazione l'uomo, incensurato e titolare di un porto d'armi ad uso sportivo, deteneva un fucile "Lebel" senza matricola, appartenente all'esercito austriaco; tre pistole lanciarazzi francesi; tre baionette per moschetto "9138" con 328 cartucce; altre 170 cartucce calibro 9 del 1917; tre etti di polvere da sparo recuperata da mine e granate inesplose che lui stesso aveva svuotato.
E poi, deteneva gli involucri di numerose bombe a mano e altri ordigni svuotati dell'esplosivo. Oltre alla detenzione di armi da guerra, al commerciante viene contestato anche la violazione della legge sugli scavi non autorizzati. Il porto d'armi gli è stato revocato.
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