Oggi, per la prima volta, tutti i lavoratori della centrale Tirreno Power di Vado Ligure, sequestrata dalla magistratura, daranno vita a un’assemblea all’esterno dello stabilimento: dipendenti diretti dello stabilimento, lavoratori delle imprese dell’indotto e delle cooperative. II sindacati cercano di evitare che la crisi si trasformi in una “guerra fra poveri”, i lavoratori di imprese in appalto e cooperative contro i dipendenti diretti, nel tentativo di impedirne l’ingresso al turno del mattino: "O tutti dentro o tutti fuori". Da questa mattina 110 dei 270 lavoratori dell'indotto sono a casa.
L’obiettivo di Cgil, Cisl e Uil è tentare di ricucire lo strappo che negli ultimi mesi si è creato fra chi lavora in centrale e chi ora ne è rimasto fuori. La situazione è critica, tanto che la questura e i carabinieri hanno preso in considerazione la possibilità di sorvegliare discretamente l’assemblea.
Un provvedimento deciso a scopo preventivo. Due io cortei che dalla 9 si muoveranno in direzione del Comune di Vado.
Anche perché potrebbero arrivare anche gli abitanti della zona, quelli che attraverso la "Rete savonese fermiamo il carbone" hanno fatto pressioni e presentato denunce per fermare gli impianti ed eliminare drasticamente la causa delle emissioni inquinanti.
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