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Prime crepe nella fortezza berlusconiana a livello nazionale.


E' un distinguo importante, nella crisi di governo appena iniziata, quello del ministro degli interni e vicepresidente del consiglio dimissionario Angelino Alfano, dopo quelli avvenuti già nel corso del pomeriggio di ieri da Quagliarello e Lorenzin che si sono tirati fuori dalla nuova Forza Italia perché "spinge verso una destra radicale". Alfano ha dichiarato: ""La mia lealtà al presidente Berlusconi è longeva e a prova di bomba. La lealtà non è malattia dalla quale si guarisce. Oggi lealtà mi impone di dire che non possono prevalere posizioni estremistiche estranee alla nostra storia, ai nostri valori e al comune sentire del nostro popolo. Se prevarranno quegli intendimenti, il sogno di una nuova Forza Italia non si avvererà. So bene che quelle posizioni sono interpretate da nuovi Berlusconiani ma, se sono quelli i nuovi berlusconiani, io sarò diversamente berlusconiano".


E anche a livello ligure si parla di scissione.

"Io sono sempre e comunque con Berlusconi, a lui dobbiamo l'esistenza di un centrodestra forte".


Così a Primocanale il capogruppo Pdl in Regione Marco Melgrati a Primocanale. Melgrati prosegue: "Bisogna andare al voto ma non credo che sarà risolutivo".


"La scissione sarebbe il più grosso errore che si possa fare", sottolinea Roberto Bagnasco, consigliere regionale Pdl. "Non mi sento diversamente berlusconiano - aggiunge Bagnasco - è un termine che non mi piace". E ancora: "Sì al voto ma prima cambiamo la legge elettorale".