Tremila euro per avere in maniera rapida il permesso di soggiorno per i propri familiari e ottenere il ricongiungimento a Genova. Ma il ricongiungimento non si realizzava. A mettere in piedi la truffa ai danni di alcuni immigrati un dipendente della prefettura genovese e un amico di quest'ultimo. Sulla vicenda il sostituto procuratore Vittorio Ranieri Miniati ha aperto un'inchiesta, scrivendo nel registro degli indagati i due. Le ipotesi di reato potrebbero essere truffa o concussione, il dipendente della prefettura avrebbe approfittato della sua posizione all'interno dell'ufficio del Governo. Gli investigatori hanno sequestrato alcuni documenti negli uffici della prefettura e della questura che saranno analizzati nelle prossime ore.
Il meccanismo era semplice: il faccendiere "agganciava" gli immigrati, sarebbero cinque le vittime al momento accertate, e le presentava ad Arcidiacono il quale prometteva di accelerare i tempi per ottenere i permessi di soggiorno se avessero pagato 3000 euro. In realtà quei documenti non venivano mai consegnati agli immigrati e i soldi venivano intascati dai due. L'indagine è partita da alcune denunce. Dopo una di queste, qualche tempo fa, il dipendente della prefettura era stato spostato dall'ufficio relazioni con il pubblico.
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