Sanità

Sono molte le persone che affrontano una reinfezione da covid-19: la motivazione è scientifica, il virus ora arriva nelle nostre mucose per via nasale e il nostro sistema immunitario ha bisogno di un tempo di latenza per difenderci. Ma il vaccino, anche in questo caso, ci protegge dalle forme gravi della malattia.

Lo ha spiegato a Primocanale Emanuele Pontali, direttore delle malattie infettive dell'Ospedale Galliera di Genova: "Abbiamo conosciuto il primo covid cinese che ha avuto un impatto micidiale su di noi nella primavera 2020, poi è stato uguale nell'inverno 2020-2021 fin quando non è diventata dominante la variante Delta che ha cambiato le carte in tavola perché era più contagiosa dell'originale e più aggressiva, dunque maggiormente capace di portare malattie gravi. In mezzo a questa situazione è iniziata la campagna vaccinale con vaccini studiati per ridurre non il rischio di infezioni ma il rischio di malattia grave".

Qualcosa è cambiato nel tempo, spiega Pontali: "Ci siamo resi conto strada facendo che per la maggior parte delle persone soprattutto fragili e sopra i 50 anni la massima efficacia si otteneva con le tre dosi. Nel frattempo è uscita la variante Omicron e Omicron 2 con alcune sue sotto varianti di minore importanza: qui l'aggressività è lievemente inferiore ma soprattutto in chi è vaccinato raramente dà una malattia tale da essere ricoverati. E  questo era lo scopo della vaccinazione".

Perché ci reinfettiamo? "Ci reinfettiamo perché il virus arriva sulle nostre mucose a livello nasale. Qui non abbiamo le sentinelle del sistema immunitario che lo bloccano immediatamente, occorre un minimo di latenza che fa sì che le nostre difese immunitarie agiscano e blocchino l'evoluzione della malattia.
Chi si ammala oggi difficilmente ha forme gravi se è vaccinato: questa è la conquista e quel che la comunità scientifica auspicava sta diventando come un raffreddore o un'influenza".

Difficile capire cosa accadrà a settembre, per Pontali siamo nella fase "wait and see", aspettiamo di vedere cosa accade. "Rispetto al vaccino con quarta dose per tutti da settembre, in questo momento le autorità sanitarie di tutto il mondo stanno cercando di capire cosa accadrà nei prossimi mesi. Anche gli Stati Uniti hanno parlato di potenziali 100 milioni di casi in autunno solo nel loro Paese ma si sta cercando di capire se saranno 100 milioni di raffreddori o nei 100 milioni ci saranno di nuovo tanti casi gravi perché l'immunità scende o perché magari ulteriori varianti più contagiose possono emergere", conclude Pontali.

 

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