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di Giorgia Fabiocchi
Prefettura di GenovaLa sede della prefettura di Genova

La cattura di Nicolas Maduro su mandato di Donald Trump è arrivata anche in Italia, con il paese spaccato a metà sull'operazione di "estrazione" voluta e ordinata dal presidente americano.

Da una parte il presidio pubblico che vuole "condannare senza se e senza ma" l'intervento militare statunitense in Venezuela, considerato da molti una grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite; dall'altra quella del popolo venezuelano che si ritrova tra le vie di Genova. Entrambi gli appuntamenti sono stati fissati per la giornata odierna: alle 18 sotto la prefettura quello della Camera del Lavoro, alle 19 in via San Vincenzo dello dei venezuelani. La prima manifestazione è stata organizzata dalla Camera del Lavoro di Genova, a cui hanno aderito tra gli altri Anpi, Arci, Alleanza Verdi Sinistra, Associazione Italia Cuba, Emergency Genova, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista. In queste ore è arrivata la conferma di partecipazione anche da parte del Partito Democratico.

"Condanniamo con chiarezza l'attacco imperialista statunitense, un atto grave e irresponsabile che viola il diritto internazionale, aumenta l'instabilità globale e colpisce ancora una volta un popolo già duramente provato. L'uso unilaterale della forza non è mai una risposta legittima e non può essere giustificato - si legge nella nota del Pd -. Allo stesso tempo ribadiamo una posizione netta: la condanna dell'intervento Usa non significa in alcun modo sostegno o assoluzione del regime di Maduro. Le gravi responsabilità del governo venezuelano in termini di compressione delle libertà democratiche, diritti civili e condizioni sociali restano evidenti e non possono essere rimosse o relativizzate". Arriva poi il messaggio di vicinanza al popolo venezuelano: "la nostra posizione è chiara, no all'imperialismo e alla guerra, sì al multilateralismo, alla diplomazia e al rispetto del diritto internazionale". "Per queste ragioni saremo presenti al presidio, per affermare un'idea di politica estera fondata sulla pace, sulla cooperazione tra i popoli e sul rifiuto di ogni logica di dominio e di guerra" chiosa la nota stampa.

La Comunità Venezuelana si ritrova in Via San Vincenzo angolo Via Galata, per un momento di raccoglimento, testimonianza e unità. Un incontro aperto non solo ai venezuelani residenti in Liguria, ma anche a tutti coloro che desiderano esprimere vicinanza, solidarietà e sostegno a un popolo che continua a lottare per la libertà e la dignità. Arriva poi l'attacco ai dem: "Contestualmente la Comunità Venezuelana residente a Genova esprime il proprio fermo dissenso, rispetto alla presa di posizione del Partito Democratico ligure e di altri gruppi politici, promotori del presidio in data odierna". Nella nota si legge la posizione del popolo venezuelano. "Pur riconoscendo il valore del dibattito democratico e il diritto di ogni forza politica a esprimere le proprie opinioni, riteniamo inaccettabile che si parli del Venezuela senza aver vissuto, conosciuto o ascoltato la realtà di milioni di cittadini venezuelani che hanno affrontato sulla propria pelle una crisi umanitaria, economica e sociale senza precedenti - spiegano dalla Comunità -. Oltre 8 milioni di venezuelani hanno lasciato il proprio Paese negli ultimi anni, spinti dalla fame, dalla repressione, dalla mancanza di cure mediche e dalla distruzione del tessuto democratico. Parlare di ‘aggressione’ senza menzionare le responsabilità del regime che ha causato questa diaspora rappresenta una grave distorsione della verità. Non accettiamo che si venga a spiegare ai venezuelani cosa siano la pace, la giustizia o la democrazia, quando sono proprio questi valori ad essere stati negati per decenni. La solidarietà non può trasformarsi in complicità ideologica, né la difesa della pace può ignorare le voci di chi ha vissuto l’oppressione. Chiediamo rispetto, ascolto e verità".

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