TURISMO


Viaggio ad Albareto, la capitale dei funghi: “Qui i padri non rivelano neppure ai figli dove li raccolgono...”

di Elisabetta Biancalani

marted́ 10 settembre 2019
Viaggio ad Albareto, la capitale dei funghi: “Qui i padri non rivelano neppure ai figli dove li raccolgono...”

PARMA -  I funghi che vedete nella foto sono tutti attaccati, parte della stessa famiglia: nove pezzi in uno, trovati stamani ad Albareto, un paese al confine tra Liguria ed Emilia, in provincia di Parma, dove tutto parla di funghi, a partire da quello enorme di plastica che campeggia sotto la sede del Comune. Qui si arriva, lato Liguria, da Varese Ligure, percorrendo il passo di Centocroci fino a 1055 metri sul mare: “Centocroci come le cento croci, di cento persone morte uccise dai briganti che qui assalivano i viandanti, visto che si trova nella via del sale, crocevia del commercio, confine tra le due regioni” racconta il titolare dell’unico ristorante della zona, rilevato da un mese “e sapesse che sorpresa vedere i tanti turisti stranieri che passano”.

Ma torniamo ad Albareto e ai suoi funghi: “Clima ideale, tante manifestazioni a tema, gente che arriva da ovunque, soprattutto lago di Garda e Bergamo” racconta il sindaco Davide Riccoboni. E proprio da Bergamo arriva il signore che incontriamo nel centro di raccolta e rivendita dei funghi di Carla: con due amici, levataccia alle tre e mezza e quasi tre ore di auto, ma speravo di trovarne di più, ne avrò due o tre chili” racconta. O come marito e moglie, padani, anche loro arrivati qui a setacciare i boschi. “Il martedì, sabato e domenica vendiamo i permessi per i foresti, 15 euro al giorno. Il territorio è diviso in comunaglie, più o meno coincidenti con le parrocchie, dove i residenti aventi diritto possono prendere tutti i funghi e il legname senza pagare nulla” racconta Domenico Gotelli della Comunaglia di Albareto.

Fuori dal bar e market di Carla, principale centro di smercio dei funghi, oggi che é martedì e la raccolta é aperta a tutti, è un continuo aprire e chiudere bagagliai, andirivieni cestini di vimini alla mano. C’è chi compra e chi vende, maglione ancora sporco di foglie secche e pantaloni rigorosamente mimetici: “L’annata dei record fu il 2009 - ricorda Carla - pensi che in un solo giorno una famiglia di tre persone ne raccolse quasi 150 chili”.

Neve in inverno, pioggia dopo il 15 agosto, clima caldo a settembre ma soprattutto niente tramontana sono i presupposti per una buona stagione dei funghi porcini o “cuppette” come li chiamano qui. E per ora, ci siamo pienamente.

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