CRONACA

Dalla Turchia alla Libia per trasportare carri armati e autoblindo

Sospetto traffico d'armi, la Bana ferma a Genova: si indaga su tre viaggi

giovedý 06 febbraio 2020
Sospetto traffico d'armi, la Bana ferma a Genova: si indaga su tre viaggi

GENOVA -  Sono almeno tre i viaggi della Bana, il cargo libanese fermo da lunedì a Genova, dalla Turchia alla Libia per trasportare carri armati e autoblindo, su cui indaga la Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo.

L'ultimo di questi sarebbe stato visto materialmente dal marittimo che sta collaborando con le autorità e che ha chiesto asilo politico, mentre gli altri due gli sarebbero stati raccontati da altri membri dell'equipaggio. Gli investigatori della Digos, coordinati dai pm Marco Zocco e Maria Chiara Paolucci, hanno sequestrato i telefonini di quasi tutti i marittimi a bordo. I dati contenuti nei cellulari, ma anche sui computer della nave e altri dispositivi elettronici, saranno analizzati da un consulente tecnico, incaricato dalla procura di fare una perizia, per consentire la geolocalizzazione della Bana. Secondo quanto emerso, infatti, il mercantile si sarebbe reso "invisibile" all'Ais, il sistema di tracciamento.

I black-out sarebbero avvenuti davanti le coste turche e per buona parte della navigazione verso la Libia. Gli accertamenti dell'ingegnere elettronico serviranno a ricostruire tutti i movimenti della nave, le soste fatte, le manovre e la rotta seguita, le comunicazioni e, appunto, la geolocalizzazione. A corroborare il quadro fornito dal marittimo ci sarebbero anche alcuni filmati di una televisione libica che avrebbe ripreso l'arrivo della Bana e lo sbarco dei mezzi blindati. Quel filmato sarebbe stato messo su Youtube ed è stato adesso acquisito per compararlo con le immagini impresse sul telefono dell'ufficiale.

Gli investigatori stanno interrogando l'equipaggio e faranno analizzare alcuni secchi di vernice usati di recente per ridipingere alcuni ponti del natante. La nave, scortata da due fregate turche, era stata avvistata dalla marina militare francese lo scorso 30 gennaio. Lo stesso presidente Macron aveva accusato Erdogan di non rispettare i patti sulla Libia. La procura di Genova due giorni fa ha aperto una inchiesta per traffico internazionale di armi e ha indagato il comandante e sequestrato parte del cargo.

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