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Fu Galatà a firmare il contratto di acquisto dei jammer
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L'ex amministratore delegato di Spea Antonino Galatà firmò con gli ex avvocati della stessa Spea Andreano e Freddi (indagati per favoreggiamento) il contratto di acquisto dei jammer per non farsi intercettare. Un contratto, secondo quanto emerge dalle carte dell'inchiesta, siglato un mese dopo il crollo del ponte Morandi, il viadotto collassato il 14 agosto 2018 causando la morte di 43 persone.

Galatà, indagato nelle inchieste su quel crollo e sui falsi report sui viadotti, lo scorso ottobre è stato licenziato da Autostrade per l'Italia dopo essere stato sottoposto a una contestazione disciplinare. Il procedimento aveva portato alla "conseguente sospensione cautelare dal servizio", scrivono i giudici del tribunale del Riesame, "per comportamento contrario ai doveri fondamentali derivanti dal rapporto di lavoro nonché contrario alle prescrizioni del codice etico del gruppo". E cio' per avere sottoscritto con i due avvocati "un contratto avente per oggetto attivita' diretta a prevenire intercettazioni presso gli uffici aziendali, nonche' attivita' di bonifica dei pc e di installazione di disturbatori delle intercettazioni da parte degli inquirenti". Da qui il licenziamento.

Secondo i magistrati, Galatà "si è fatto promotore di una politica aziendale volta a favorire gli interessi del gruppo Atlantia determinando per anni da un lato il ritardo e le omissioni delle varie attività necessarie al fine di consentire adeguate attività di sorveglianza sulle opere d'arte e dall'altro la sistematica falsificazione dei verbali delle relazioni trimestrali". Il Tribunale del Riesame nei confronti di Galatà e di altri 9 dirigenti e manager di Spea ha accolto la richiesta della procura di interdizione per un anno dalla professione.

E si scopre, ancora, che anche il Rina certificò a Spea che senza le ispezioni nei cassoni le valutazioni dei viadotti non potevano essere reputate efficaci. Il 21 gennaio 2019 Spea chiede al Rina di fare una valutazione su 17 opere in concessione ad Autostrade. Gli esperti del Rina rispondono che "senza usare i by-bridge, la valutazione del 97% delle opere non si reputa efficace". Invece di cambiare metodo di ispezione, si legge nelle carte, viene fatta una riunione in Spea dove si decide di compilare i report senza più dare voti alle parti ispezionabili tramite cassoni.

Secondo l'accusa, i report venivano edulcorati, oppure venivano compilati senza effettive ispezioni per evitare costose manutenzioni o limitazioni al traffico con chiusure parziali o totali di carreggiate. Il tutto perché nella società dovevano entrare come nuovi soci investitori cinesi e tedeschi e, quindi, doveva essere presentata ai loro occhi una società sana e una rete autostradale senza problemi gravi.