CRONACA

Il docente dell'UniversitÓ di Genova Andrea Orsi analizza la situazione

Il Coronavirus e la curva dei contagi, il professore: "A metÓ aprile graduale ritorno alla normalitÓ"

giovedý 26 marzo 2020



GENOVA - "In questi giorni stiamo assistendo al picco epidemico, nelle prossime due settimane dovremmo invece assistere a una graduale discesa dei casi di contagio per poi tornare lentamente alla normalità verso metà-fine aprile". Il dottore e professre di Igiene all'Università di Genova Andrea Orsi analizza la curva dei contagi da coronavirus.

In Liguria i positivi sono oltre duemila mentre se consideriamo i dati italiani siamo arrivati a oltre 74mila casi compresi decessi e guariti. Le misure restrittive adottate dal Governo sono in campo ormai da due settimane fatto che fa sperare e guardare con ottimismo i dati dei prossimi giorni. "Queste misure sono fondamentali, sono l'unica arma che abbiamo per contrastare il virus. In queste settimane abbiamo assistito ai casi di prima e seconda generazione. Ora però siamo nella fase nella quale dovremo assistere a una riduzione dei casi perchè entriamo nella terza e quarta generazione di contagio" spiega Orsi.

Una conferma che la curva dei contagi in Italia sta iniziando a rallentare arriva anche dall'Oms che sottolinea però l'importanza di non abbassare la guardia proprio ora. "Sembra che stia rallentando la velocità di trasmissione ma c'è ancora un aumento dei numeri assoluti. Cruciali - rileva - sono questa e la prossima settimana, in cui dovremo vedere gli effetti delle misure e vedere dunque un decremento" rimarca il direttore vicario dell'Organizzazione Mondiale della Sanità Ranieri Guerra.

In Liguria tra i temi al centro dell'attenzione mediatica c'è quello del numero di tamponi. In Liguria è stato effettuato un tampone ogni 234 abitanti. Altre regioni come il Veneto hanno invece scelto una strategia di test a tappeto per cercare di scovare i positivi asintomatici. "Secondo la mia opinione non serve una strategia di tamponi a tappeto. I dati ci dicono che il numero di tamponi fatti in Liguria è congruo e sono stati fatti alle persone giuste nel momento giusto. Se facessimo i tamponi alla popolazione ligure su larga scala troveremo pochi casi in più rispetto alla strategia utilizzata" spiega ancora il professore di Igiene all'università di Genova.

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