CRONACA

L'uomo ha confessato l'omicidio

Genova, donna uccisa a coltellate nel suo negozio: preso l'assassino. L'ex compagno la tormentava da mesi

di Tiziana Oberti, Michele Varė, Stefano Rissetto

sabato 20 febbraio 2021



GENOVA - Uccide a coltellate la ex compagna e viene bloccato e arrestato poche ore dopo, a poche centinaia di metri di distanza, dai poliziotti delle volanti mentre tenta di suicidarsi lanciandosi da un muro.

La tragedia si è consumato in poco più di tre ore fra una via dello struscio, via Colombo, e l'esclusiva Carignano, in via Mura delle Cappuccine.

L'assassino è entrato in azione poco prima delle 19: Renato Scapusi, questo il suo nome, 59 anni, artigiano disoccupato con problemi psichiatrici e di ludopatia, ha fatto irruzione nel negozio di calzature dell'ex compagna, Clara Ceccarelli, 69 anni, accoltellandola a morte con ripetuti fendenti.

La donna ha avuto solo il tempo di gridare "aiuto", poi si è accasciata nel suo negozio: a nulla sono serviti i tentativi di rianimarla da parte dei medici del 118.

Il killer, sporco di sangue, è fuggito confuso in direzioine di una viuzza della zona e per ore è sparito.

La caccia all'uomo della polizia è partita allora: prima nella sua abitazionr di via Donghi, sulle alture di San Fruttuoso, quindi in ogni angolo della città, come il centro storico dove era stato visto di recente da un vecchio amico.

A coordinare le indagini il pubblico ministero di turno Giovanni Arena, che a fine serata, quando l'assassino era ancora libero, ammetteva, che le ricerche erano indirizzate verso l'ex compagno della vittima.

La storia del femminicidio di via Colombo è una storia terribilmente uguale a tanti altri femminicidi. Lei che abbandona lui e lui che perde la testa e la uccide. Un raptus, oppure una decisione a mente fredda, saranno le indagini a stabilirlo.

Clara aveva lasciato Renato un anno fa dopo aver fatto fronte a lungo alle sue pressanti esigenze di denaro. Renato si era aggrapata a lei per compensare i suoi vuoti. Era solo, non aveva familiari, così diceva, e non aveva soldi in tasca, anche per colpo del gioco, si è scoperto dopo.

Appena due giorni prima, mercoledì sera, Renato aveva tentato il suicidio, arrampicandosi sulla scala esterna del liceo King di Sturla.

Era stato dissuaso dal lanciarsi nel vuoto dagli agenti accorsi sul posto, ai quali aveva espresso il suo forte sbandamento personale dopo aver perso il lavoro per via della crisi da Covid. Non aveva parlato di Clara ma aveva rimarcato, "sono solo e senza un lavoro, non ho più niente".

Il suo disperato appello per la ricerca di una nuova occupazione era stato raccolto da Primocanale. Perchè Renato appena un mese prima aveva raccontava a un cronista, che lo conosceva dall'adolescenza, di essere in crisi perchè senza lavoro, "la mia compagna mi ha lasciato, sono solo, sono disposto a fare di tutto pur di lavorare", lui che per una vita aveva fatto il parquettista e di problemi di soldi non ne aveva mai avuti.

Subito dopo il tentato suicidio di mercoledì aveva accettato l'invito degli agenti delle volanti a ricoverarsi in psichiatria nel policllinico San Martino, da dove poi era stato trasferito al Galliera, proprio oggi era stato dimesso.

Non sembravano esserci avvisaglie della tragedia, eppure in via Colombo lo sapevano tutti che Renato era stato più volte minaccioso e violento con la sua ex compagna, madre premurosa di un ragazzo, impegnata nel Civ del quartiere.

Sapevano tutti che Renato era una minaccia per lei, ma probabilmente nessuno si aspettava che quell'uomo, depresso, in crisi per il lavoro e per tante altre cose, si trasformasse in spietato killer della donna, che dopo avere provato ad aiutarlo in ogni modo, ai suoi occhi aveva la grande colpa di averlo abbandonato al suo destino.



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