SALUTE E MEDICINA

Nel frattempo sono arrivati 13 medici volontari a supporto delle Rsa

Genova, al San Martino il 13% di 553 tamponi al personale positivo al coronavirus

giovedý 09 aprile 2020
Genova, al San Martino il 13% di 553 tamponi al personale positivo al coronavirus

GENOVA - Il 13,2% del personale in servizio all'ospedale San Martino sottoposto a tampone è risultato positivo: nel dettaglio, si tratta di 73 professionisti su 553 analisi effettuate. Lo rende noto lo stesso nosocomio. Intanto, è stata attivata anche all'interno del policlinico una postazione per tamponi in auto tra il padiglione 7 e il padiglione 8, a cui possono presentarsi i dipendenti previa autorizzazione del reparto di Medicina del lavoro.

Il personale sanitario che combatte in prima linea il coronavirus è maggiormente esposto al contagio. Per questo motivo, in aiuto alle forze liguri sono arrivati 13 medici volontari che tramite la Protezione civile andranno a supporto delle Rsa. "Questo a seguito della richiesta di rafforzamento del sistema che avevamo fatto alla Protezione civile che era di 30 medici, 100 infermieri e 120 Oss", ha detto la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale. "Abbiamo riscontrato una sostanziale tenuta del sistema, anche se ci sono punti di crisi che riceveranno sostegno grazie anche all'arrivo di queste professionalità. Il mio augurio è che arrivino anche infermieri e Oss. L'appello di Regione, soprattutto per la Asl1, è proprio per il profilo di Operatori socio sanitari: c'è bisogno di voi in questo momento difficile e complicato”.

Se da una parte aumenta il personale sanitario ligure per fronteggiare la crisi, dall’altra parte però le condizioni di lavoro degli operatori sono difficili. In particolare, secondo quanto emerso in una videoconferenza tra i delegati territoriali del Nord Italia del sindacato Nursing Up e le strutture regionali, "in Liguria tute e mascherine vengono centellinate e permangono i problemi di approvvigionamento, criticità elevate vengono riscontrate anche nelle Rsa e nelle strutture private per anziani, mentre i tamponi iniziano ad essere effettuati, ma ancora non sono stati coinvolti tutti gli operatori sanitari".

Le difficoltà di approvvigionamento e la ricerca continua di dispositivi di protezione individuale non sono problemi regionali, bensì internazionali. Il nuovo ‘oro’ dell’emergenza coronavirus sono proprio questi dispositivi. Per questo motivo, l’arrivo a Genova del carico di tre milioni di mascherine che verranno distribuite gratuitamente ai liguri non è stato privo di criticità. “Il carico è partito con 4 giorni di ritardo da Shanghai, non abbiamo potuto utilizzare voli diretti e nel corso degli scali abbiamo rischiato più volte il sequestro del carico. In particolare lo scalo di Addis Abeba ci ha fatto sudare freddi”, ha raccontato Enrico Castanini, direttore generale di Liguria Digitale, a Primocanale. (CLICCA QUI PER I DETTAGLI)


TAMPONI AI SENZA TETTO DELL'OSTELLO GIOVENTU' DEL RIGHI -  All'interno dell'ostello della gioventu' di Genova, sulle alture della citta', dove da alcune settimane - nell'ambito dell'emergenza Coronavirus - e' stato allestito un centro di ospitalita' per alcune persone senza fissa dimora, e' scattata oggi l'analisi, attraverso tamponi, sullo stato di salute di ospiti e operatori. La misura e' stata effettuata dalla Asl su spinta del Comune di Genova dopo la notizia di due senza fissa dimora ricoverati due giorni fa e di altri due a cui il 112 ha suggerito la quarantena. "Ho chiesto alla Asl di procedere al piu' presto con l'analisi tramite tampone degli altri ospiti e del personale, non possiamo permetterci il rischio di un focolaio in una struttura che oggi segue 44 persone senza fissa dimora", ha spiegato Francesca Fassio, assessore al Sociale del Comune di Genova.

La struttura e' gestita da Agora', una cooperativa del terzo settore che collabora da tempo con l'amministrazione comunale. Nelle altre strutture che a Genova si occupano di assistere persone senza fissa dimora, dal Massoero alla Comunita' di San Marcellino, secondo quanto riferito dall'assessore al Sociale non si sono registrate criticita'. "Perche' sono presenti ospiti che non sono mai stati fatti uscire - dice - all'ostello i senza fissa dimora sono arrivati dopo un periodo per strada e quindi non e' escluso che ci posse anche solo che una persona positiva, per questo sono necessari i controlli"

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