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Genoa, la sfida di Andreazzoli e quella di Preziosi ancora una volta contro (quasi) tutti

di Giovanni Porcella

luned́ 08 luglio 2019
Genoa, la sfida di Andreazzoli e quella di Preziosi ancora una volta contro (quasi) tutti

Da quell’angoscioso 0-0 di Firenze è passato un mese e mezzo e fin qui non è successo praticamente niente. Scontato l’addio al tecnico Prandelli, che il 26 maggio scorso con il pari nella “sua” Firenze ha trovato la salvezza del Grifone grazie soprattutto alla rocambolesca vittoria dell’Inter sull’Empoli che è finito in B, ecco l’arrivo di Andreazzoli e il bentornato a Capozucca che da direttore sportivo è atteso da un lavoro tosto, quanto quello del tecnico.

Andreazzoli ha di fronte a sé la sfida della sua carriera, ormai matura, per una piazza da rodeo come quella del Grifone mentre Capozucca, che dovrà fare una pulizia in una rosa con troppi cavalli di ritorno inutili, ha dalla sua di conoscere ambiente e Presidente e con coraggio e entusiasmo si è buttato in questa ennesima avventura genoana.

Già Enrico Preziosi, il presidente. Ha detto pure lui bianco in volto in quella domenica fiorentina a fine partita come tutti i tifosi che “Mai piu’ una roba simile, mi prendo le colpe perche’ la lezione l’ho capita”. In piu’ il presidente ha aggiunto: “Certo, società in vendita, vedremo”.

Niente di nuovo insomma, e non è detto mica che sia colpa sua. Se c’è una trattativa dovrebbe prenderla al volo, se non c’è vuol dire che il Genoa non è appetibile e allora perché? Non resta che attendere, ma è chiaro che Preziosi ha sempre il pallino in mano malgrado una contestazione latente perché in attesa di eventi che per ora non si vedono. E’ così è distante, gia’ dimenticata la cessione di Piatek, è sbiadita l’assemblea dei tifosi alla sala chiamata del Porto, quasi cancellata la paura e la rabbia per una retrocessione toccata e poi miracolosamente scivolata via.

Insomma Preziosi in sella malgrado tutto e contro (quasi) tutti, immerso nel mercato che chi lo conosce bene sa che gli piace proprio, è come un bimbo davanti ad una vetrina di giocattoli, magari i suoi. Cosa dire? Pinamonti va nella direzione dei giovani, soprattutto se resterà Kouame', Barreca è un'idea e per ora Preziosi ha pure speso se ci mettiamo i riscatti per esempio di Radu ma i conti si faranno alla fine. L'importante fare un segnale di chiarezza e trasparenza soprattutto verso chi soffre davvero per questi colori.

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