CRONACA

I periti hanno illustrato il momento del collasso con l'analisi di un video

Crollo Morandi, negli stralli della pila 9 solo 5 trefoli integri su 464. Possetti: "Il processo potrebbe già essere finito"

di Redazione

venerdì 19 febbraio 2021



GENOVA - Su 464 trefoli, nel reperto 132, la sommità della pila 9, che cedendo avrebbe causato il crollo del Morandi, solo cinque erano perfettamente integri. Gli altri avevano diversi gradi di corrosione. E' quanto emerso nel corso dell'incidente probatorio sulle cause del crollo del viadotto (14 agosto 2018, 43 morti), ripreso nella tensostruttura allestita nel cortile del tribunale di Genova.

“Ogni tanto, quando proiettano delle immagini per noi è molto difficile starle a guardare, perché pensiamo subito a quello che è successo lì alle nostre famiglie” ha detto Egle Possetti, presidente del comitato vittime ponte Morandi, intervistata da Primocanale.

“Certamente che questo diventi di pubblico dominio è estremamente importante. C’è stata una diapositiva che indicava dove era ogni macchina, indicava il punto ipotetico nel quale si trovavano macchine e camion in quel momento, quindi in queste situazioni è difficile restare lì, ma come dico sempre è difficile, ma è importante e necessario, perché quello che noi leggiamo nelle perizie deve essere portato alla conoscenza di tutti, e soprattutto dovranno diventare verità processuale” ha continuato Possetti.

“Per me dopo questo incidente probatorio il processo potrebbe già essere finito. Con certi elementi non ci dovrebbe essere molto altro da capire. Io spero e credo che ci siano tali e tanti elementi che la situazione si possa dipanare quanto prim. C’è bisogno di giustizia, di equità e serenità anche per il futuro di tutti gli altri che sono rimasti vivi” ha concluso.

Le udienze, ricordiamo, erano state sospese per 15 giorni per consentire ai consulenti dei 71 indagati di studiare il software usato dai periti del gip per calcolare la capacità di tiraggio dei cavi degli stralli. Già nella prima perizia, quella che fotografava lo stato del viadotto al momento della tragedia, era emerso che il 68% dei trefoli, un elemento costruttivo delle corde (quello che garantisce la stabilità dell'infrastruttura) e l'85% di quelli secondari avevano una riduzione di sezione tra il 50 e il 100 per cento. Una corrosione dovuta ai difetti di esecuzione del progetto. Con le dovute manutenzioni, secondo i periti, il Morandi non sarebbe crollato.

Nella prima udienza dopo la ripresa i periti hanno illustrato il momento del collasso attraverso l'analisi del video della ditta Ferrometal e si è anche parlato dei fattori esterni: dal temporale, al vento di quel giorno fino al coil trasportato dal tir. Secondo i super esperti a cedere per primo è stato lo strallo, ovvero uno dei tiranti, lato mare/levante della pila nove. L'udienza proseguirà domani e sabato.

Dopo l'esposizione degli esperti del giudice i legali degli indagati potranno chiedere chiarimenti. Le persone indagate, tra ex vertici di Aspi e dirigenti di Spea e del ministero, sono accusate a vario titolo di omicidio colposo plurimo, crollo doloso, falso, attentato alla sicurezza dei trasporti.



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