CRONACA

Verso una 'tregua' durante il periodo clou delle festivitÓ

Covid, Natale e scuola nodi irrisolti: Liguria in fascia gialla, cosa cambia

di g.scio.

sabato 28 novembre 2020
Covid, Natale e scuola nodi irrisolti: Liguria in fascia gialla, cosa cambia

GENOVA - Natale e scuola sono i nodi irrisolti in vista del nuovo Dpcm. Nel governo e nella maggioranza la trattativa prosegue senza soste, perché il tempo stringe e il  prossimo 3 dicembre scadranno i termini dell'ultimo decreto siglato dal premier, Giuseppe Conte, con le misure di contenimento del contagio da Coronavirus. A oggi ciò che appare più probabile è la conferma delle restrizioni, anche se l'orientamento potrebbe essere quello di concedere una 'tregua' durante il periodo clou delle festività, consentendo gli spostamenti tra una regione e l'altra almeno ai residenti. Mentre appare assodato il coprifuoco unico alle 22 su tutto il territorio italiano, fonti dei partiti di maggioranza confermano che i ragazzi delle scuole superiori dovrebbero tornare in classe all'inizio del nuovo anno, il 7 gennaio, mentre a dicembre proseguirebbe per loro la didattica a distanza anche nelle zone gialle.

Nel frattempo la Liguria torna in zona gialla, bar e ristoranti possono riaprire. La penetrazione del virus diminuisce in modo uniforme in tutta la regione. "Abbiamo il migliore Rt d'Italia, in un mese abbiamo dimezzato la capacita' di penetrazione del virus. Sono molto orgoglioso", ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti facendo il punto sulla epidemia. La Liguria infatti passa dalla fascia arancione a  quella gialla. "Scendono anche gli isolati a domicilio, un altro dato con segno negativo che conferma che stiamo andando nella direzione giusta. Purtroppo abbiamo ancora un numero di morti importante. Preghiamo tutti perché anche questo numero, il più drammatico, cominci a scendere".

La nuova settimana inizierà con un nuovo incontro tra Governo e Regioni. "Ho già presentato le nostre proposte e ritengo che nei giorni delle prossime festività i ristoranti debbano poter rimanere aperti anche la sera, perché già hanno sofferto tanto. Certo, non saranno un Natale e un Capodanno con le feste in piazza, non ci saranno veglioni ma comunque i nostri commercianti, artigiani, produttori agroalimentari potranno arricchire le nostre case e le nostre tavole con i loro meravigliosi prodotti e le nostre città saranno belle e illuminate. Per questo abbiamo aiutato i sindaci liguri per allestire le loro città con le luci di Natale che possano ricordare la magia di questo periodo, che neanche il covid deve rovinare fino in fondo".

Sul ritorno in zona gialla, Toti sottolinea inoltre che "non è un risultato acquisito. Se sottovaluteremo la situazione e ci comporteremo come fosse un 'liberi tutti', torneremo indietro e i primi a pagarne il prezzo sarebbero le nostre attività economiche. Se non staremo attenti, rischiamo di trascorrere un Natale in zona arancione e saranno guai seri. Se invece ci impegniamo tutti insieme potremo fare comunque un ottimo Natale. Per questo invito tutti a mantenere il contegno e il rigore di queste settimane. Dobbiamo lavorare tutti per consolidare il risultato che con tanta fatica abbiamo raggiunto per fare in modo di migliorare ancora", conclude il governatore ligure.

COSA PREVEDE LA ZONA GIALLA - clicca qui

Nell’area gialla è consentito spostarsi dalle 5 alle 22 senza necessità di motivare lo spostamento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.

Dalle 5 alle 22 non è necessario motivare i propri spostamenti. Dalle 22 alle 5, si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali.

I ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, sono aperti con possibilità di consumo all'interno dalle 5 alle 18. Dalle 5 alle 22 è consentita anche la vendita da asporto. La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.

Possono restare aperti oltre le ore 18 solo gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Non sono previste limitazioni alle categorie di beni vendibili. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole. Le attività commerciali al dettaglio si svolgono comunque a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni.

Le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono sospese, fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del Coni o del Cip.

Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si possono svolgere, purché nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo con le rispettive confessioni.




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