SPORT

Segnalate alcune presunte incongruenze nella normazione a livello governativo e ministeriale

Coronavirus, UISP a Spadafora: "Sport di base, il governo chiarisca le sue scelte"

marted́ 05 maggio 2020
Coronavirus, UISP a Spadafora:

GENOVA - Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, si rivolge al ministro Spadafora con una lettera aperta in cui sollecita chiarimenti, su alcuni punti controversi dei decreti presidenziali e circolari ministeriali che si sono accatastati sul piano normativo.

INCONGRUENZE "Ci permettiamO, in questa delicata fase legata alla ripartenza di alcuni significativi settori produttivi del Paese, di rappresentarLe - scrive Manco - alcune nostre preoccupazioni dovute ad incongruenze che abbiamo rilevato, tenendo in considerazione la lettura combinata di alcuni interventi istituzionali che si sono concentrati in questi ultimi giorni e precisamente il DPCM 26 aprile, la circolare del Ministero dell’Interno del 2 maggio, quella del Ministero della Salute del 29 aprile, riportante le indicazioni operative relative alle attività del medico competente negli ambienti di lavoro e nella collettività, e le Linee Guida dell’Ufficio per lo Sport".

AUTODISCIPLINA "Se da un lato il DPCM sospende gli eventi e le competizioni di ogni ordine e disciplina e permette le sessioni di allenamento agli atleti professionisti e non professionisti delle discipline sportive individuali, riconosciuti di interesse nazionale dal Coni, dal Cip e dalle rispettive Federazioni, le Linee guida dell’Ufficio per lo Sport inseriscono tra gli organismi sportivi anche gli Enti di Promozione, che dovrebbero quindi anch’essi “emanare appositi Protocolli di dettaglio”. Ciò, probabilmente, perché la già citata Circolare del Ministero dell’Interno ritiene comunque consentita anche agli atleti non professionisti di discipline non individuali, come ad ogni cittadino, l'attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private".

PROTOCOLLI "Inoltre, l’assunzione di protocolli lasciata a carico delle singole organizzazioni sportive, aprirebbe la strada a forme discrezionali di interpretazione delle norme di sicurezza per la salute nello svolgimento della disciplina sportiva, a seconda che ad organizzarla sia una FSN o una DSA o ciascuno dei quindici EPS e relativi nuclei associativi".

MEDICI "Ulteriormente, le figure del “medico sportivo” e, in particolare, del “medico competente”, nel rapporto con la stretta normativa della sicurezza negli ambienti di lavoro, non fanno altro che complicare la lettura complessiva dell’impianto a cui, evidentemente, si ispirano le Linee Guida".

SCHEDE "Abbiamo già avuto modo di dire, non potendo far altro che attenerci a quelle che sarebbero state le linee applicative a seguito del Rapporto Coni “Lo sport riparte in sicurezza”, che compilare le relative schede - conclude Manco - sarebbe stato un esercizio superfluo, poiché quando si praticano le discipline, soprattutto quelle di contatto, il rischio di contagio e la sicurezza della salute degli sportivi, non guardano certo la tessera dell’organismo di appartenenza".



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