CRONACA

Dopo i 400 milioni messi in campo per aiutare chi soffre economicamente l'emergenza coronavirus

Coronavirus, Conte e i buoni spesa per i comuni, Bagnasco: "A noi sindaci serve la vaselina"

domenica 29 marzo 2020



RAPALLO -  "Questa manovra è una follia, a noi sindaci serve la vaselina". Il sindaco di Rapallo e vicesindaco della città Metropolitana di Genova Carlo Bagnasco non usa mezzi termini nel commentare la misura adottata dal governo per andare incontro alle persone più bisognose che in questo periodo di serrata obbligata delle attività ritenute non necessarie per limitare la diffusione del Coronavirus stanno pagando un caro prezzo.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato che dal governo verranno destinati 400 milioni per i buoni spesa. Risorse che verranno distribuiti ai comuni che avranno il compito di individuare quelle persone che ne hanno diritto. Una decisione che non lascia però tutti sereni.

"Il Governo ha fatto un provvedimento che anticipa soldi che erano già dei Comuni, i 4 miliardi di euro sono del Fondo di solidarietà comunale pagato con le tasse comunali, i 400 milioni per le fasce in difficoltà sono davvero pochi spiccioli" ha commentato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Mentre Bagnasco, che di professione è farmacista, va dritto al punto: "Hanno scaricato le responsabilità completamente ai sindaci. Premesso che tutto quello che viene dato ai cittadini, anche un euro, va benissimo, ma dare tantissime responsabilità ai sindaci con strumenti così limitati è davvero una cattiveria" precisa Bagnasco.

L'obiettivo del Governo è dare una tantum tra i 300 e i 400 euro. Il sindaco di Rapallo contesta la de responsabilizzazione del governo ma anche una misura messa a punto da Roma che non va a coprire quelle categorie di soggetti che stanno soffrendo. "Ci fanno fare gli sceriffi e poi ci dicono di andare ad aiutare quelle categorie che certamente hanno problemi ma che sono già aiutate dai comuni attraverso i servizi sociali e si dimenticano invece completamente di un altro mondo in sofferenza come le partite Iva, chi ha dei locali e ora non sta guadagnando più un euro. Abbiamo bisogno di risorse concrete. Va bene la manovra, ma dobbiamo aiutare le persone che hanno perso un lavoro o che lo perderanno. Anche il discorso dell'Isee non va bene, è troppo limitato il range di persone che potranno avere questi contribuiti. Così davvero maggioranza di quelli che hanno bisogno è dimenticata" conclude Bagnasco.

Il ministro Roberto Gualtieri assicura che nessuno sarà lasciato da solo e annuncia che, accanto a questa prima misura si sta lavorando per "rafforzare e allargare" la platea dei beneficiari del bonus da 600 euro oggi dedicato ad autonomi, collaboratori, partite Iva e stagionali, anche a chi "non ha fonti di reddito". Due le formule allo studio per dare un reddito a chi ha zero (o ha in nero) e non risulta beneficiario di nessun altro sussidio: o l'estensione del Reddito di ultima istanza o la creazione di una sessione apposita all'interno del Reddito di cittadinanza. In ogni caso si tratterebbe di una misura a tempo.

L'esecutivo intanto corre per rendere operative le misure del decreto: è andato in Gazzetta Ufficiale il nuovo regolamento per accedere al Fondo Gasparrini per sospendere i mutui prima casa, esteso anche agli autonomi, senza necessita' di presentare l'Isee ma mantenendo il tetto di 250mila euro di mutuo. Ed e' stato appena firmato il decreto che destina 200 dei 300 milioni oggi disponibili per il bonus da 600 euro per i professionisti iscritti alle casse private). Le domande si potranno fare a partire dal 1 aprile anche per le altre categorie destinatarie dell'indennizzo da 600 euro mentre, assicura Conte, i destinatari della Cig potrebbero accedere "entro il 15 aprile e se possibile anche prima".



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