ECONOMIA

I piccoli soci chiedono verifiche su una presunta illegittima raccolta

Carige, terzo esposto dal socio Corti sulle deleghe per l'assemblea

sabato 19 ottobre 2019
Carige, terzo esposto dal socio Corti sulle deleghe per l'assemblea

GENOVA - L'azionista di Carige Franco Corti ha presentato un terzo esposto sull'istituto, rivolgendosi a Banca d'Italia, Bce, Consob e per conoscenza anche al presidente del consiglio Giuseppe Conte. Chiede in particolare che vengano eseguiti "i dovuti accertamenti" sulle deleghe espresse da Computershare nell'assemblea dell'istituto il 20 settembre, in particolare acquisendo i dati sulle deleghe pervenute via fax, da dove sono state inviate e la data e ora di trasmissione.

"Nell'ultimo esposto ho già evidenziato che erano sempre più insistenti notizie di irregolarità nella raccolta di deleghe e che era stato riferito essere pervenuti quantitativi anomali di deleghe via fax da singole utenze a Computershare", afferma Corti, rinviando anche all'esposto presentato da un'altra azionista Carige, Francesca Corneli, in cui segnalava che le deleghe a Computershare "per l'assemblea del 20 settembre 2018 sono state 10 e per quella del 22 dicembre 2018 sono state 5, mentre nell'assemblea del 20 settembre 2019, detraendo dai votanti i presenti, le deleghe ricevute tramite sollecitazione, circa 15.000".

Dato "eclatante" per Corti, secondo il quale va verificato se non vi sia stata una illegittima raccolta, da parte di un soggetto non autorizzato, di deleghe poi fatte pervenire via fax a Computershare come provenienti dai deleganti. All'assemblea del 20 settembre Corti ha portato azioni in proprio e per delega pari allo 0,3% del capitale Carige. Francesca Corneli per lo 0,31%.

I NUMERI DELL'ASSEMBLEA - Nell'assemblea degli azionisti Carige del 20 settembre che ha approvato l'aumento di capitale da 700 milioni di euro Proxitalia, la società incaricata dalla banca per la sollecitazione delle deleghe, è intervenuta con azioni in delega corrispondenti al 4,62% del capitale. Computershare, rappresentante degli azionisti designato per la raccolta delle deleghe (non sollecitate), era presente invece con deleghe pari al 15,9% del capitale. Nell'assemblea del 22 dicembre 2018 le deleghe di Computershare erano pari allo 0,15% (con anche voti non computati). Tra i grandi azionisti spicca Gabriele Volpi che con la Pop12 sarl figurava in assemblea con il 3,58%, rispetto al 9,08% al quale figurava a fine 2018. L'imprenditore portuale Aldo Spinelli era presente con lo 0,85%, con deleghe assegnate all'uomo d'affari ed ex consigliere Carige Giulio Gallazzi, che ha portato in assemblea deleghe pari all'1% circa. Tra i molti altri azionisti presenti all'assemblea Carige del 20 settembre, vanno segnalati poi la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca (1,1%), Coop Liguria (0,44%), Amco (l'ex Sga, con l'1,2%). Degna di menzione, considerando la possibile acquisizione poi evaporata all'ultimo, anche una piccola quota con cui si è presentato il fondo Blackrock, pari allo 0,12% del capitale. Il rappresentante 'storico' dei piccoli azionisti De Fecondo (Azione Carige) figura con lo 0,63%.

MINCIONE E LO SCANDALO VATICANO - Il 20 settembre è intervenuto anche il fondo Athena del finanziere italo-londinese Raffaele Mincione con una quota pari allo 0,26% del capitale. Si tratta del fondo finito nello scandalo relativo a presunte operazioni immobiliari all'estero del Vaticano, raccontato in particolare da inchieste dell'Espresso, e che ha portato a sequestri da parte dei pm vaticani. Sulla scia di quella inchiesta e dopo la divulgazione all'esterno della disposizione di servizio, si è dimesso il capo della gendarmeria vaticana Domenico Giani. L'altro fondo in passato collegato a Mincione, Eurasia Alternative Investments, in assemblea è intervenuto con il 2,25%. Pop12 ha il 4,64%.

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