SALUTE E MEDICINA

In Italia il 94% degli attuali positivi affronta il virus nelle proprie abitazioni

Bassetti: "Effetto paura negli ospedali, andava spiegato che il covid si può curare da casa"

venerdì 23 ottobre 2020
Bassetti:

GENOVA - "Nei mesi estivi andava spiegato alla gente che l'infezione da covid, nella stragrande maggioranza dei casi, decorre in maniera lieve e si poteva gestire a casa. Questo non è stato fatto e i risultati si vedono nei nostri ospedali". Lo denuncia il direttore della clinica di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti attaccando via Facebook quella che definisce "una comunicazione schizofrenica fatta di terrorismo e di sensazionalismo", che si ripercuote sugli afflussi nei pronto soccorso e negli ospedali.

I numeri parlano chiaro. In Liguria il bollettino del 22 ottobre parla di 9.002 attuali positivi al coronavirus. In ospedale ci sono 574 persone mentre in terapia intensiva sono 34. Le percentuali spiegano meglio. Il 94% delle persone individuate positive al covid in Liguria in questo momento sta affrontando il virus a casa propria. Il 6,3% in ospedale e lo 0,3% è in terapia intensiva. Numeri che riguardano solo le persone al momento tracciate e individuate come positivi. A questi dati andrebbero poi calcolati i positivi che non sanno di essere positivi. Se allarghiamo lo scenario a tutta Italia l numeri sono pressochè gli stessi. Dei 109.302 attuali positivi in tutto il Paese, in terapia intensiva ci sono 922 persone, ovvero lo 0,5% degli attuali positivi. In ospedale con sintomi ci sono 9.694, ovvero il 5,7% degli attuali positivi. Mentre 159.608 sono a casa, ovvero il 94,2%.  Da tenere in considerazione che secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità circa il 70% è asintomatico.

Nelle ultime ore i pronto soccoro di Genova hanno subito un vero e proprio assalto con pazienti in attesa. E allora anche sulla base di questi numeri Bassetti torna a spiegare: "Si è detto alle persone che il covid era sempre una malattia devastante, che dava sempre complicazioni perpetue e che buona parte dei contagiati sarebbe finito intubato o morto, così, non appena qualcuno ha un sintomo, corre in ospedale a farsi curare e ricoverare per paura di non avere cure adeguate a casa- sottolinea Bassetti -. Altro che dirmi (come fa qualcuno in malafede...e sono tanti) che non dovevo dire che la malattia era più gestibile. Che siano loro a farsi un esame di coscienza e a pensare che disastro hanno combinato. I danni rischiano di essere devastanti. La politica della paura non serve a nessuno" .

I casi di positività al virus aumentano così come il numero di tamponi effettuati. In Liguria la percentuale di fa il tampone per la prima volta e risulta positivo al covid viaggia intorno al 20-25%, dopo la Valle d'Aosta la regione con il valore più alto in Italia. Una situazione rimarcata anche da Giancarlo Icardi, direttore della clinica di Igiene del policlinico San Martino di Genova che prevede anche un raddoppio dei casi nelle prossime settimane (GUARDA QUI)

Diverse regioni italiane hanno già preso provvedimenti. In Lombardia è stato scelto il coprifuoco serale per evitare assembramenti. scelte simili in Lazio e Campania. La Sardegna riflette sulla possibilità di tornare a un lockdown totale. In Liguria prese misure restrittive e a Genova è in vigore da ieri, giovedì 22 ottobre, la nuova ordinanza in quattro aree cittadine, quelle con il più alto tasso di positivi. Intanto da Roma arriva, indirettamente, la conferma che la seconda ondata di coronavirus durerà a lungo. "In questo momento dobbiamo immaginare di dover convivere con questo virus molti mesi ancora. E questo ci serve a comprendere come sia impossibile tornare ad un lockdown generalizzato e nazionale - ha spiegato il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, in un'intervista a una radio -. Noi possiamo agire adesso con una strategia del tutto diversa perché la situazione è del tutto diversa rispetto a marzo". 



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