SPORT

Il ritorno del mister romagnolo dopo l'esonero di Maran

Ballardini e Preziosi, 10 anni di Genoa tra feeling e strappi fino all'ultima chiamata disperata

di Giovanni Porcella

lunedì 21 dicembre 2020
Ballardini e Preziosi, 10 anni di Genoa tra feeling e strappi fino all'ultima chiamata disperata

GENOVA - Quando con mia moglie guardavamo Genova, mi dicevo quanto fossi stato fortunato a stare in quella città per allenare il Genoa”. Tra Ballardini e i tifosi rossoblu infatti è sempre stato amore, ma nel mezzo c’è stato Preziosi che pure lo porto’ qui nel 2010, era l’8 novembre, al posto nientemeno di Gasperini che perse a Palermo.

Il presidente, dopo un travaglio di 24 ore, punto’ su questo tecnico romagnolo, schivo, poco incline a chiacchierate e ruffianerie varie, per raddrizzare la china che comunque non era quella di oggi. Preziosi però tra convinzioni e strappi non fu sempre coerente con lo zio Balla come lo soprannomino’ la Nord. Ecco la loro storia. In quel novembre 2010 arrivo subito il successo col Bologna per 1-0. Una vittoria scaccia crisi e il Grifone volo’. Vinse i due derby, soprattutto quello di Boselli che è rimasto nella storia genoana, inutile dire perché. Fini’ con i rossoblu decimi a 51 punti. Eppure alla fine Ballardini non venne confermato. Preziosi lo taglia a sorpresa e col popolo che non comprende.

Tre anni dopo riecco i problemi. Era il 21 gennaio del 2013: Delneri va a casa e tocca di nuovo al ravennate. Primo match con la Juve a Torino, ebbene finisce 1-1. Campionato difficile, ma il Genoa si salva grazie a 21 punti in 17 partite. La serie A viene confermata con un turno di anticipo. Ma di nuovo tanti saluti da parte del prez. Storia finita? Ma neanche per idea. Nel 2017 i rossoblu con Juric non battono chiodo e il 6 novembre alla vigilia della delicata sfida di Crotone, scontro diretto per salvarsi, ecco per la terza volta lui, Ballardini. A Crotone vince 1-0 grazie a un gol di Rigoni e a parte alcuni problemi a marzo, la squadra tocca il traguardo con 4 giornate di anticipo. Stavolta, tra un tira e molla è un mal di pancia, Preziosi lo conferma. Nel 2018 l’inizio, grazie ai gol di Piatek, è entusiasmante: 12 punti in 7 partite.

Entusiasmo e sogni. Arriva però il Parma e il Genoa perde 3-1 in casa. Non pare un dramma, ma non per il presidente che lo caccia in malo modo definendolo “scarso”. Il Genoa si salverà con Prandelli all’ultima giornata grazie alla sconfitta dell’Empoli con l’Inter. Toscani in B, Grifo in A in una notte di sofferenza a Firenze. Poteva tornare anche l’anno scorso Ballardini, ma andò a incontrarlo un dirigente e non Preziosi con cui il mister voleva parlare, comprensibilmente per capire, per avere certezze. Il Ballardini IV arriva adesso, in un momento drammatico, disperato, con Maran che ha fatto una media di 0,53 punti a partita e che andava cacciato a Udine dove invece perse il posto Faggiano, il ds ripudiato pure dai giocatori. Un disastro totale.

Preziosi stavolta ha parlato con lui, gli ha chiesto aiuto, lo ha rassicurato, lui ha detto si “et voila’” si ricomincia per l’impresa più difficile di zio Balla ovvero scalare una classifica che vista da sotto, troppo sotto, pare quasi impossibile, ma lui dicono quelli che gli stanno vicini ci crede e vuole stupire tutti per il Genoa che gli è entrato nel cuore e che non può abbandonare proprio adesso. Primo scalino lo Spezia, sarà dura, è chiaro per Ballardini, lo sia per tutti.



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