PORTI E LOGISTICA

Per le imprese l'autista non ha contatti diretti con nessuno e potrebbe essere esentato dall'avere la certificazione

Autotrasporto, i sindacati: "Tamponi non a carico del camionista sprovvisto di Green Pass"

di Silvia Isola

luned́ 11 ottobre 2021
Autotrasporto, i sindacati:

GENOVA - Si avvicina il giorno "X", venerdì 15 ottobre, data in cui entrerà in vigore l'obbligo di Green Pass per tutti i lavoratori pubblici e privati. Eppure le tensioni non accennano a diminuire e le ultime manifestazioni in tutta Italia e a Genova di sabato 9 e lunedì 11 ottobre ne sono la prova. Tra i settori in cui si registrano più malumori c'è anche quello dell'autotrasporto, che per il momento non ha ancora manifestato del tutto il proprio dissenso. Ci sono state alcune proteste, come quelle del 27 settembre in cui alcuni camionisti hanno espresso il loro dissenso marciando a 30 km orari con le quattro frecce accese per rallentare la circolazione. Ma è mancata una vera e propria coordinazione, oltre che adesione e di certo in Liguria con la situazione di code e cantieri a tutte le ore del giorno una iniziativa del genere sarebbe passata del tutto inosservata. 

Ma a partire da venerdì, il rischio è di merci non consegnate e autisti "rispediti" indietro poiché sprovvisti di Green Pass. Si stima che in Italia siano almeno 20 mila i camionisti che non sono in possesso della certificazione verde, a cui poi si aggiunge il tema degli stranieri che potrebbero essere esentati dall'obbligo e che comporterebbero una concorrenza sleale nel settore. 

I sindacati chiedono che i tamponi per gli autisti sprovvisti della certificazione sia a carico delle imprese e non del lavoratore. D'altro canto, invece, le aziende chiedono perché l'autotrasportatore debba avere il Green Pass, dato che è un mestiere che non comporta alcun tipo di contatti con il resto del personale, se non per la parte documentale. Ma le operazioni richiedono un incontro con la mascherina indosso sotto ai 15 minuti, un tempo troppo ridotto per definirlo "contatto". Anche per questo motivo, molte non vogliono acconsentire a pagare i tamponi per i propri dipendenti. 

Il tema è delicato, anche perché è risaputo che ci sia una grande richiesta di camionisti: non c'è ricambio generazionale e l'età media di chi svolge questo lavoro essenziale è di circa 54 annni. C'è grande preoccupazione da parte delle aziende, anche perché alcune si trovano ad avere tutti i dipendenti non vaccinati. Già questa settimana si sono verificati degli episodi di camion che non hanno potuto scaricare o caricare la merce poiché sprovvisti della certificazione verde. 

Anche per questo, si sta lavorando per organizzare un camper che possa fare tamponi adiacente ai varchi portuali a Genova. Questa riflessione sarà l'oggetto dell'incontro previsto alle 9:30 di martedì 12 ottobre con i sindacati, le aziende coinvolte e l'Autorità di Sistema Portuale. 




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