Cultura e spettacolo

GENOVA - Un libro a teatro per raccontare la storia dei teatri settecenteschi a Genova. Successo per la prima iniziativa del Teatro Carlo Felice che ha portato sul palco un evento di rara bellezza che ha saputo unire storia cittadina, curiosità dei tanti giovani in sala, il frutto di lunghe ricerche universitarie sulle pagine di "Il teatro a Genova a fine Settecento" e la musica dal vivo, con arie tratte da un'epoca in cui il teatro d'opera in città poteva contare su tre strutture pubbliche in città: il Teatro del Falcone, il Teatro da Sant’Agostino e il Teatro delle Vigne. A riscoprirne la storia è Davide Mingozzi, docente e assegnista di ricerca all'Università di Bologna, nonché autore di questo libro. "Questo volume è fresco di stampa per la Libreria Musicale Italiana ed è una storia vivace del teatro a Genova, che parte dall'autunno del 1770 e arriva al 1797", racconta a Primocanale. 

Un impresa non semplice: "è stata una ricerca molto ricca tra archivi e documenti per ricostruire l'ambiente, la vita, la quotidianità dei genovesi a teatro nel Settecento, che era molto vivace. E mi auguro poi nei prossimi anni riuscire a estendere questo lavoro agli anni precedenti, quindi dall'apertura del palco nella prima metà del Seicento e magari proseguirlo, per tutto l'Ottocento, con la riscoperta di autori e compositori locali estremamente importanti ma oggi purtroppo dimenticati", ha spiegato l'autore. 

"Abbiamo avuto l'occasione di presentare questa pubblicazione davanti ad un folto pubblico di giovani e così dovrebbe essere I libri di musica hanno bisogno di essere presentati nei teatri"

Ha aggiunto Francesco Mei, consulente musicologico della Fondazione Teatro Carlo Felice, anche lui sul palco nell'incontro moderato da Massimo Arduino presidente dell'Associazione Carlo Felice. Ma questa è soltanto una delle prime iniziative 'editoriali' del Teatro Carlo Felice che vuole dare spazio agli studi scientifici intorno alla musica e con queste attività restituire alla cittadinanza importanti pagine di storia che vanno ricordate e tramandate. A ribadirlo è stato il sovrintendente Claudio Orazi

"Oltre questa pubblicazione, faremo una messa solenne di Mercadante che abbiamo rinvenuto in un archivio storico privato e che restituiremo con un'edizione critica e con un cd. Poi, a seguire, renderemo omaggio ad un altro grande genovese d'adozione, Stradella, con l'edizione critica de "Il trespolo tutore", opera che abbiamo rappresentato in questo teatro nel 2020"

L'iniziativa, molto nobile, arriva all'indomani della nomina di Genova capitale italiana del libro 2023 e farà il paio nei prossimi mesi con i progetti messi in campo da Palazzo Ducale e dalle altre realtà. Intanto, a pubblicare questo volume è stato Andrea Espero, editore della Libreria Musicale Italiana che ha commentato quanto questa pubblicazione abbia l'intento "di riconoscere a Genova il ruolo che ha avuto nella storia della musica. Genova è una città che è stata una grande centro e grande capitale musicale, ha ospitato i grandissimi maestri olandesi, oltre che grandi artisti". 

"Genova ha tanti talenti nascosti. Uno di questi è anche la sua vocazione editoriale e la nomina di capitale del libro lo testimonia"