La presidente del Consiglio Giorgia Meloni utilizzata nei deepfakeNel 2025 le truffe online in Liguria hanno raggiunto livelli di sofisticazione allarmante: l’intelligenza artificiale ha generato video deepfake in cui personaggi famosi come Fiorello, Giorgia Meloni e altri volti noti dello spettacolo e della politica sembrano promuovere piattaforme di trading o investimenti in criptovalute, promettendo guadagni facili e sicuri. Il report del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Liguria, diffuso oggi, pone questo fenomeno al centro dell’esplosione del financial cybercrime regionale.
L’esplosione delle truffe crypto con deepfake di vip e politici
Il Centro ha trattato 935 casi di reati e-commerce e cyber-frodi, con 155 persone denunciate. Nella sola provincia di Genova, i numeri salgono a oltre 600 casi di truffe e frodi informatiche, con 67 denunciati.
Il meccanismo tipico parte con importi apparentemente innocui: si invita la vittima a investire poche centinaia di euro, spesso 250 euro come soglia iniziale. Nei primi giorni la piattaforma mostra “profitti” virtuali – falsi e generati ad arte – che convincono la persona a versare somme sempre più elevate. Molte vittime finiscono per perdere anche più di 100.000 euro, trasferiti su wallet controllati dai truffatori.
Questi episodi ruotano intorno al falso trading online, campagne di phishing avanzato (vishing, smishing) e schemi BEC (compromissione email aziendali), ma il tratto distintivo del 2025 è proprio l’uso massiccio di deepfake: i video manipolati sfruttano la credibilità percepita di vip, politici e personaggi pubblici per indurre fiducia immediata. Un falso endorsement di un volto noto può far credere che l’opportunità sia “esclusiva” e “garantita”, spingendo migliaia di persone – spesso con profili medio-alti – a cadere nella trappola. Le criptovalute complicano il recupero dei fondi, grazie alla blockchain che rende estremamente arduo il tracciamento.
Pedopornografia e tutela della persona: i numeri liguri
Oltre alle frodi economiche, il report segnala una pressione costante su altri fronti. Nel contrasto a pedopornografia e adescamento online, il Centroo operativo di Genova ha indagato oltre 30 persone, con 33 perquisizioni, 7 arresti e l’analisi di oltre 3.000 siti web. La tutela della persona ha portato a 1.298 indagati e 245 perquisizioni, con 21 casi di sextortion (18 uomini e 3 minori) e oltre 30 casi di diffusione non consensuale di immagini intime, spesso con forte connotazione di genere.
Infrastrutture critiche e cyberterrorismo sotto attacco
Sulle infrastrutture critiche, multipli attacchi DDoS hanno colpito servizi web per cittadini, aziende industriali, manifatturiere e logistica, con tentativi di intrusione da attori state-sponsored finalizzati all’acquisizione di informazioni strategiche. Tra gli episodi più gravi, il recente attacco informatico alla locale ASL. Il monitoraggio sul cyberterrorismo ha coperto oltre 40.000 spazi virtuali.
Il monito della polizia postale: non fidarsi dei video “miracolosi”
In un contesto di minacce ibride e sofisticazione crescente, la Polizia Postale ligure lancia un appello chiaro: non fidarsi di video o endorsement “miracolosi” sui social che mostrano vip, politici o personaggi famosi promuovere investimenti in criptovalute o trading. Verificare sempre le fonti ufficiali, diffidare di promesse di guadagni facili e segnalare immediatamente al Commissariato di P.S. Online o alle forze dell’ordine.
Un click su un falso endorsement può costare caro: in Liguria, come nel resto d’Italia, il 2025 ha dimostrato che il crimine digitale colpisce tutti, sfruttando proprio la fiducia nei volti noti.
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