Cronaca

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In aula gli avvocati di Maselli, Renzi e Zanzarsi, tre ex dirigenti del primo tronco di Aspi per cui i pm hanno chiesto 3 anni, le pene più basse. L'ultimo a essere trattato sarà Castellucci che rischia 18 anni e mezzo
3 minuti e 6 secondi di lettura
di Michele Varì

Dino Maselli, Michele Renzi e Federico Zanzarsi: saranno le arringhe degli avvocati di questi tre imputati "minori", tutti ex dirigenti Aspi del Primo tronco autostradale di Genova, a parlare martedì 9 dicembre sotto la tensostruttura del tribunale di Genova alla riapertura del processo per il crolo del ponte Morandi che entra così nella fase finale che potrebbe portare entro l'ottavo anniversario dal tragico 14 agosto 2018 alla sentenza per il disastro che ha causato la morte di 43 persone.

Alla sbarra 57 ex dirigenti e tecnici

Gli imputati alla sbarra sono 57 fra ex dirigenti e tecnici di Autostrade per l'Italia, Spea Engineering e Ministero dei Trasporti.

Tutti i legali, e tanti imputati ne hanno due, hanno intenzione di parlare, anche per tentare di rispondere punto su punto alle lunghissime esposizioni dei due pm Airoldi e Cotugno durante la fase della requisitoria

Le fase dedicata alle difese partirà dagli imputati per cui l'accusa ha chiesto pene minori: tre anni, appunto come Maselli, Renzi e Zanzarsi, che si occupavano della gestione dell'esercizio, mentre l'ultima posizione che sarà trattata davanti ai giudici Lepri, Polidori e Baldini, si spera entro la fine di febbraio 2026, sarà quella dell'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci, già in carcere nell'istituto di Opera (Milano) per la tragedia autostradale di Avellino del 28 luglio 2013, e per cui a Genova è stata chiesta la pena più severa, 18 anni e mezzo.

Pene alte anche per Donferri e Berti 

Pene alte richieste anche per i due collaboratori più stretti di Castellucci, Michele Donferri Mitelli (ex direttore centrale maintenance e investimenti esercizio Aspi), per cui sono stati chiesti 15 anni e 6 mesi, e Paolo Berti (ex direttore centrale operazioni Aspi), anche lui già in galera per Avellino, che rischia 12 anni e 6 mesi.

L'unico imputato già assolto è un tecnico Spea

L'unico imputato che è già stato assolto è Giorgio Melandri, ex tecnico Spea, per cui i pm non hanno chiesta nessuna pena perchè il reato di falso sui presunti report taroccati di cui era accusato è decaduto perchè prescritto.

Ecco il possibile calendario delle prossime udienze

Nell'udienze di mercoledì 10 dicembre in aula ci dovrebbero essere (il calendario è passibile di cambiamenti) i difensori degli imputati Roberto Ferrazza, ex provveditore opere pubbliche di Genova, che rischia 4 anni; Salvatore Buonaccorso, ex dirigente provveditorato opere pubbliche, 4 anni; Mario Servetto, ex tecnico provveditorato, 3 anni; e Giuseppe Sisca, ingegnere, ex funzionario del provveditorato opere pubbliche di Liguria e Piemonte, membro del comitato chiamato a valutare il progetto di ristrutturazione tiranti presentato da Autostrade, 3 anni. 

Giovedì invece toccherà agli avvocati di Alessandro Natali, ex responsabile ufficio manutenzioni 1° tronco Aspi, 3 anni 6 mesi; e Ugo Sartini, ex responsabile ufficio manutenzione primo tronco, 3 anni e 6 mesi.

Lunedì 15 invece parleranno gli avvocati di Chisari, Lai e Spadavecchia. Il giorno successivo, 16 dicembre, l'intera udienza sarà dedicata a Mario Bergamo, imputato del livello apicale di Aspi, perchè era direttore centrale maintenance e investimenti esercizio, la sua difesa occuperà anche parte dell'udienza del giorno successivo, il 17 dicembre, quando parlerà anche l'avvocato di Giordano Marita, responsabile tecnica e esercizio, 6 anni.

Pericolo prescrizione, ma per l'omicidio stradale tempi lunghi

Le accuse più gravi come l'omicidio stradale dovrebbero estinguersi tra il 2031 e il 2036. Molto più fragili invece le contestazioni per chi aveva lasciato l’incarico anni prima: tra 10 e 15 posizioni rischiano di cadere, mentre alcune imputazioni minori sono già prescritte.
Si ipotizza che l’Appello potrebbe esserci a metà 2027 pertanto non è affatto certo che la Cassazione riesca a chiudere l'iter entro il 2028.

Il "Morandi bis" resta a Genova

Nel procedimento parallelo “Morandi bis”, che riguarda viadotti e infrastrutture a rischio, la Cassazione ha deciso che il fascicolo resterà a Genova perché il possibile falso sarebbe configurabile al momento dell’accesso ai sistemi Spea avvenuto nel capoluogo ligure. Per evitare prescrizioni, è stato fissato un calendario serrato. Su 45 imputati, 25 sono coinvolti anche nel processo principale.

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