Cronaca

Presto un protocollo con i pronto soccorso per intervenire in modo tempestivo. "Reati contro fasce deboli aumenti da 852 a 874", lo dicono i numeri del 2021, 2022 e metà 2023 riferiti dal procuratore aggiunto Miniati
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GENOVA -L'emergenza che preoccupa di più la procura è l'aumento delle violenze commesse con le cosiddette droghe del sesso, o dello stupro, reato commesso nelle discoteche e spesso in danno di minori. Stupefacenti, ma non solo visto  che alcuni studi equiparano a queste sostanze anche l'alcol.

L'escalation dei reati di genere e la necessità di protezione delle fasce deboli è nei numeri ufficiali resi noti dalla procura di Genova coordinata dal procuratore Nicola Piacente: nel 2022 rispetto al 2021 sono aumentati le violenze di gruppo (da 15 salite a 16), le violenze sessuali (da 158 a 186) e i casi di stalking, passati 239 a 256. 

Nel 2021 per tutti questi  reati sono pervenute 852 denunce  che nel 2022 sono salite a 874 mentre a metà del 2023 erano già intorno alle 400/450.

Lo riferisce Vittorio Ranieri Miniati, procuratore aggiunto di Genova, che anticipa la nascita di un protocollo fra procura e pronto soccorsi per fronteggiare la piaga in aumento delle violenze commesse tramite le droghe del sesso che rendono le vittime più fragili e incapaci di difendersi.

Miniati fornisce anche i dettagli dei dati di tutti i reati nei primi sei mesi del 2023, che esemplificano anche l'aumento delle violenze di gruppo che a metà di quest'anno sono già ben 14. L'ufficio Fasce deboli conta di otto magistrati su un totale di 30, "il massimo che la procura di Genova può mettere in campo", spiega ancora Miniati, che aggiunge: "I quattro  reati più importanti sono maltrattamenti in famiglia, la violenza sessuale, la violenza di gruppo e gli atti persecutori". Il procuratore aggiunto poi sottolinea il ruolo dei pronto soccorso, dal personale sanitario e dei centri anti violenza, una rete di soggetti nata per intervenire in modo  tempestivo.

Per questo sono determinati i protocolli firmati con le varie forze in campo, uno firmato nel 2016 che coordina tutti i soggetti, un altro invece - aggiunge Miniati -"che stiamo per firmare e frutto del nostro lavoro con i pronto soccorso, in particolare del professor Paolo Cremonesi primario dell'ospedale Galliera che riguarda l'intervento dell'autorità giudiziaria nei casi di utilizzo delle cosiddette droghe del sesso".

Miniati poi spiega come vengono affrontati i reati di genere: "Esiste un nucleo specializzato in procura composto da arma dei carabinieri, polizia di stato, con ufficiali di polizia giudiziaria specializzati nell'audizione delle persone offese, il più delle volete donne. A questi di recente si è aggiunto un gruppo di lavoro della polizia locale".

Miniati ammette che sono molti i casi gravi che si è trovato a gestire: "Sia di violenze sessuali che di maltrattamenti. Per questo applichiamo tantissime misure cautelari, il nostro gruppo è quello che richiede applica più misure cautelari, il più delle volte interdittive nei confronti degli autori di violenze".

Chi sono gli autori di violenza?

"Il più delle volte sono uomini, questo non c'è dubbio, è oggettivo.  Molte violenze avvengono fra le mura casalinghe, in seno alla famiglia, tradizionale o una famiglia di fatto, insiti in una situazione di convivenza. Lo stalking o lo stalking può anche essere il frutto di una relazione che non è sfociata in convivenza. Spesso quando la relazione finisce c'è chi non si rassegna  e pone in essere queste condotte persecutorie nei confronti del partner".
Miniati lei è papà, come si può educare un figlio affinché non commetta reati contro le persone più deboli?
"È un lavoro lungo, un'attività lunga, io concordo con quello che ha osservato l'ex procuratore Cozzi. Questa non è un'emergenza ma un fattore strutturale nella nostra società, un problema culturale in cui determinanti sono tutti, su tutti la scuola ela famiglia. I punti di partenza sono questi".

 

Al reati di genere prestano molta attenzione anche i carabinieri che riepilogano i dati  sull’attività di contrasto svolta dai  militari del Comando provinciale di Genova per ciò che riguarda il “Codice Rosso” che racchiude varie fattispecie criminali.

Quest’anno, dal 1° gennaio 2023, su tale tipologia di reati, i carabinieri di hanno effettuato 30 arresti e quasi 350 denunce, con un incremento, rispetto allo scorso anno, del 10%. In particolare, le persone arrestate e denunciate sono 170 per maltrattamenti in famiglia, quasi 80 per atti persecutori (stalking), 50 (quasi tutte denunce) per violenza sessuale, circa 80 per lesioni personali.
Importante segnalare l’attività di pronto ausilio svolto dal Nucleo Radiomobile e dalle stazioni, con 160 interventi (incremento del 30% rispetto al 2022) e relativo inserimento nel cosiddetto sistema Scudo, attivo dal 2021, nel quale vengono riversate tutte le richieste di aiuto per tali reati.
In questo modo le pattuglie, mentre si recano sul posto, possono avere più chiara la situazione che dovranno affrontare ed essere così più efficaci ed incisivi nel loro intervento in difesa della vittima.
Presso il Reparto operativo del Comando provinciale di Genova è inoltre attiva la “stanza rosa”, ufficio dedicato alle vittime più indifese come donne e minori che vengono accolti da personale specializzato presente anche presso alcune stazioni.

In aggiornamento

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