GENOVA - È stato un pomeriggio che poteva sfociare in tragedia quello che si è consumato nella giornata di ieri, venerdì 1° settembre ndr, nel carcere di Marassi, quando un detenuto è salito sul tetto della terza sezione e ha iniziato a lanciare oggetti in strada. Un episodio che ribadisce le difficoltà che esistono all'interno delle case circondariali. Nella giornata odierna il detenuto è stato trasferito in un altro carcere.
"Si è rischiato grosso ieri, un gesto di protesta estremo di un detenuto nelle nostre prigioni che, da un lato è indice del disagio in cui versa l’utenza, specie quella affetta da patologie psichiatriche e che rimane pressoché abbandonata a se stessa, oltre al rischio della propria incolumità. Il detenuto poteva colpire passanti e automobilisti, considerato il lancio di pezzi di ardesia in strada - commenta il segretario regionale della UilPa Polizia penitenziaria Fabio Pagani -. Quello che è accaduto conclama inoltre la vulnerabilità del sistema penitenziario le cui sorti si reggono per quel che è possibile, esclusivamente sul grande sacrificio degli operatori, primi fra tutti quelli del corpo di Polizia penitenziaria in sottorganico. Sono stanchi e demotivati, mentre i vertici dell'istituto di Marassi sono indecisi e con le idee molto confuse".

Arriva poi il monito al ministro della Giustizia Carlo Nordio: "Il ministro farebbe bene a interessarsi compiutamente alle questioni carcerarie al di là degli aneddoti che ama raccontare, i quali probabilmente non a caso ricordano soprattutto momenti di torpore e, unitamente a tutto il Governo Meloni, dovrebbe prendere atto della strisciante emergenza penitenziaria, a cominciare proprio da un carcere come quello di Genova Marassi" conclude il sindacalista della UilPa Pagani.
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