Cronaca

Il numero 2 di Aspi Berti per i pm lo aveva detto per condizionare la manager dei rischi di Atlantia, ma per i difensori di Castellucci non c'era nessuna intimidazione
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 GENOVA - "Lasci perdere il Morandi, è super attenzionato e presto sarà interessato dai lavori".

Queste parole riferite dal numero 2 di Autostrade per l'Italia Paolo Berti a Concetta Testa, dal 2015 direttrice dell’Audit, l’organismo di vigilanza di Atlantia che verificava le opere a rischio, per i magistrati dell'accusa del processo sulla tragedia del Morandi esemplificano i condizionamenti messi in atto negli ambienti Autostrade per l'Italia per non fare trapelare il degrado del viadotto Polcevera

E' emerso dalla prima testimonianza di una dirigente di Atlantia al processo per la strage del 14 agosto del 2018 che vede imputate 58 persone fra cui i vertici di Aspi e Spea.


Concetta Testa ha spiegato che a suo avviso quella frase era stata riferita da Berti solo per darle maggiori informazioni, per il pm Cotugno le sue parole sono la riprova dei condizionamenti a cui erano sottoposti i dirigenti che dovevano valutare e avvallare il catalogo dei rischi.

Testa nei sopralluoghi a campione svolti non ha mai inserito il Morandi, lei si è giustificata dicendo che era un viadotto particolare con gli stralli differenti da quelli tradizionali. Spiegazione vaga, di fatto senza precisare la ragione dell'esclusione del viadotto Polcevera dalla sua supervisione.

Per fare capire che Testa non era condizionata l'avvocato Francesca Ghetti, dello studio Alleva, difensore di Castellucci, ha posto una domanda al proposito alla testa, che ha ribadito: "Mai subito condizionamenti".

A fine testimonianza la manager di Atlantia alla domanda di Primocanale su cosa ha pensato quando ha appreso del crollo del Morandi ha detto: "Non ci credevo, ho impiegato mezz'ora a capire che era vero, subito avevo pensato a una bomba, sul Morandi ci passavamo tutti...".

In fatto di condizionamenti importante la testimonianza di Antonio Sanna, capo ufficio legale Aeroporti di Roma e dal 2015 distaccato per due anni in Aspi con compiti di identificazione dei rischi delle opere. Lui era il superiore di Flavia Corcos e Roberto Salvi, due testi che si occupavano di rischi già esaminati. Anche nelle parole di Sanna è emerso l'arroganza e l'aggressività verbale di Donferri e Berti nelle riunioni, soprattutto nei confronti delle donne, come Flavia Corcos.

Il pm Cotugno ha reso noto i due ex ministri alle Infrastrutture Di Pietro e Delrio saranno ascoltati martedì 27 giugno, mentre il senatore Maurizio Rossi, ultimo teste dell'accusa, sarà l'unico teste di lunedì 10 luglio.


Confermata la possibilità che l'audizione dei testi dell'accusa possa avere un appendice dal 17 luglio a Roma per ascoltare il superteste Pisani, anziano all'allievo di Morandi non in grado di raggiungere Genova. L'esame però si svolgerà solo se la perizia medico legale stabilirà che Pisani è in grado di sopportare l'interrogatorio.