Cronaca

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Il luogotenente del Primo Gruppo della Gfd Figini ha raccontato in aula di avere appreso "in diretta" grazie alle intercettazioni del cedimento fra le auto in transito di 2.5 tonnellate della volta della galleria della A26
2 minuti e 58 secondi di lettura
di Michele Varì

"Nel corso dell’ascolto delle conversazioni telefoniche intercettate, il 29.12.2019 abbiamo “sentito” praticamente in diretta del crollo di parte della volta della galleria Bertè lungo l’autostrada A26".

Sono state queste le parole più toccanti del lungo intervento del luogotenente della finanza Stefano Figini al processo Morandi Bis in svolgimento a Genova. Il sottoufficiale, ora in pensione, ha ricordato che il cedimento poteva uccidere perchè ha fatto crollare sulle carreggiate e fra le auto che stavano percorrendo l'autostrade oltre 2500 kg, ossia 2 tonnellate e mezzo di materiale, aggiungedo poi che "solo per caso fortuito non sono state coinvolte persone o mezzi"

"Lì scoprimmo che gallerie non controllate"


"Dal crollo della volta della Bertè è nato il procedimento penale 6993/21/20, dove le indagini, hanno evidenziato che le ispezioni nelle gallerie erano svolte in maniera non idonea a garantire la sicurezza degli utenti ed a rilevare gli ammaloramenti presenti" ha aggiunto Figini che ha parlato per due ore.

Sono 45 gli imputati alla sbarra


Gli imputati del procedimento bis sono 45, di cui 25 sono a processo per il crollo del Morandi, fra questi due pezzi da novanta sono già in galera per la tragedia del pullman crollato nel 2015 dal viadotto Acqualonga di Avellino, l’ex amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci (condannato a sei anni) e l’ex direttore centrale operazioni Paolo Berti, a cui sono stati comminati 5 anni. Fra gli indagati nei due procedimenti aperti a Genova anche l’ex numero tre di Aspi e responsabile delle manutenzioni Michele Donferri Mitelli e l’ex amministratore delegato di Spea Antonino Galatà.

"Imputati tentarono di sabotare intercettazioni" 


Nel procedimento bis condotto dai pm Walter Cotugno (che dirige anche le indagini sul processo per il crollo) e Stefano Puppo la conferma che alcuni imputati hanno cercato di sabotare le indagini con marchigegni in grado di neutralizzare le intercettazioni, come ha confermato Figini, "venivano periodicamente svolte bonifiche negli uffici dove si sospettava sarebbero state installate cimici ed erano sistematicamente utilizzati jammer, i disturbatori di frequenza" ha confermato Figini.

Altra conferma emersa dalle indagini sono state i mancati controlli per anni nei cassoni del Morandi nonostante avessero avuto in passato dei coificenti di degrado elevatissimi che avrebbero invece indotto a controlli severi e puntuali.

Focus anche su falsi report e barriere fonoassorbenti


Nel procedimento bis il focus oltre sui controlli nelle gallerie è sui report truccati su altri viadotti e le barriere fonoassorbenti non a norma. Il reato contestato più grave è il falso, legato ai report sulle strutture della rete che Aspi all’epoca affidava a Spea, oggi a Tecne,  la società nata sulle cui ceneri di Spea dopo il crollo del Morandi.

Ma per gli avvocati difensori è solo un processo "stampella"

Ma non mancano le critiche a questo processo, nato dall'indagine principale.
L'avvocato Marcello D'Ascia del foro di Napoli, difensore di un ex tecnico di Aspi ha riferito a Primocanale. "Il Morandi bis è un "processo stampella" fondato su eventi non gravi, tranne l'eccezione del crollo della galleria Bertè, dove comunque non ci sono stati feriti, un processo a nostro avviso imbastito dalla procura per provare un teorema, ossia che c'era un sistema di controlli non funzionante".

La tensostruttura costa troppo e sarà smantellata


I due processi sono nati nell'aula ricavata sotto la tensostruttura bianca installata nell'atrio del tribunale affitata per superare i problemi allora indotti dalle restrizioni del covid: il tendone, ormai simbolo del processo Morandi, nei prossimi mesi sarà smantellato per gli eccessivi costi, si parla di 10 mila euro al mese. I due procedimenti potrebbero così essere trasferiti nell'aula bunker, molto spaziosa ma avversata dagli addetti ai lavori perchè con problemi di ricezione dei telefonini.

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