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Un buio inspiegabile. Per questo finale che è un testa a testa col Bari per la promozione diretta serve qualcosa in più
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GENOVA - Subito una premessa: il Genoa a Como ha pareggiato e se da una parte c’è rammarico per aver buttato via il doppio vantaggio, resta un punto che non va demonizzato visto che già pare l’apocalisse. La squadra di casa ha fatto una ripresa migliore, soprattutto quando i rossoblu hanno colpevolmente smesso di correre negli ultimi minuti con Hefti, Aramu e Ekuban spaesati e svogliati. Tutto chiaro?

Ma i processi che ne sono seguiti al 2-2 finale lasciano il tempo che trovano e sono ingenerosi. Dopo 5 vittorie e un pari e dopo oltre 600 minuti di imbattibilita della propria porta, ci sta un calo peraltro di fronte a Cerri e compagni molto motivati, soprattutto quando si stacca la spina pensando di aver già vinto. E poi qualche giocatore non era al meglio e le assenze di Bani e Sturaro si sono sentite. Gilardino deve recuperare un po' di forze, Frendrup fatica e Criscito fa gli straordinari, mentre Ilsanker ha sbagliato troppo e tutti sono andati in barca sull’ultimo corner.

Un buio inspiegabile. Per questo finale che è un testa a testa col Bari per la promozione diretta serve qualcosa in più. La verità è che tutto resta più indigesto perché al 43’ il Genoa allungava a 8 punti di vantaggio sul Bari, scesi poi a 4 prima per il gol di Mancuso incassato da Martinez e poi per quello dei pugliesi al Sud Tirol, ennesima squadra che stranamente finisce in inferiorità numerica di fronte al Bari. Ascoli, Benevento e altoatesini le ultime vittime.

Cheddira e compagni sono forti in attacco e bravi a cercare rigori a go-go (il Genoa comunque, nota statistica per carità’, non ne batte uno da 19 partite proprio col Como all’andata), ma i cartellini rossi svolazzanti non si vedono altrove, escluso dove gioca il Bari. Così dopo la vittoria dei biancorossi a Bolzano i genoani già un pochino delusi, di fronte a Sky sono rimasti basiti dopo la telecronaca di Como-Genoa che lasciava trasparire non tanta simpatia per Badelj e compagni. Stupiti i tifosi rossoblu si sono poi depressi e comprensibilmente preoccupati, quando è iniziato il post partita.

I due conduttori in preda ad un’eccitazione incontrollabile, hanno così confermato la loro linea editoriale: il Bari è una grande piazza (il Genoa se non lo sanno al Ferraris fa più tifosi, sebbene di poco, rispetto i baresi al San Nicola), quindi deve vincere. Più o meno questo il tenore dei commenti. Considerazioni che in questa narrazione coloriamo un po’ ma il senso è che Sky sta col Bari, anzi lo esalta proprio. Roba da “Cettolaquunque” soprattutto quando è arrivato Gilardino. Un’escalation processuale da brividi con Il tecnico signorilmente stoico. Un circolo privato con una festa da non disturbare. E il Genoa fuori dalla porta. Capito? Si, anche Sky spinge l’altra squadra di De Laurentiis e vede il Genoa già bollito.

Insomma occhio Genoa, c’è da lottare contro tutto e tutti. Ai tifosi del Grifo, non resta che reagire. Sabato col Perugia i genoani facciano vedere per l’ennesima volta qual è la grande piazza da esaltare e i giocatori facciano il resto dopo la salata ricreazione di Como. È l’ora di giocare duro per non buttare una stagione che con 4 punti in più del Bari è più che alla portata. A Como è arrivato il decimo gol di Coda e questo è un bel segnale. Gilardino sta facendo grandi cose e il calendario non è impossibile con Perugia Cittadella, Ascoli e Sud Tirol  prima del Frosinone, quindi l’ultima coi pugliesi in casa che andranno prima a Pisa e poi a Modena e a Bari avranno la Reggina forse ancora in corsa per i playoff. Tutto è da scrivere e il Genoa ha il destino nelle sue mani con un tesoretto di punti in tasca da amministrare senza crisi isteriche.

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