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La lettera a Primocanale per arrivare a tutti quelli che l'hanno aiutata
2 minuti e 32 secondi di lettura
di Redazione
Scooter incidentatoScooter a terra dopo incidente (foto d'archivio)

"Grazie a chi mi ha aiutato con umanità e attenzione". Così Michela Trimboli vuole far arrivare il suo ringraziamento alle persone che l'hanno aiutata in seguito a un incidente lo scorso 13 gennaio a Genova Quarto davanti all'ospedale Gaslini. "Non conosco tutti quelli che si sono fermati e ho pensato che attraverso Primocanale la mia riconoscenza potesse arrivare a tutti - ha scritto alla redazione - nonostante la situazione di difficoltà ho vissuto in prima persona messaggio di umanità bella e sana che accende la speranza e scalda il cuore".

Di seguito la lettera di ringraziamento:

"Ho avuto una disavventura in motorino, sono caduta e ho riportato diversi traumi. Questa esperienza però mi ha permesso di apprezzare l’umanità delle persone che ho incontrato. Io per loro ero una perfetta sconosciuta sdraiata in terra e con il motorino su una gamba, stavo bloccando il traffico in via V Maggio proprio davanti al Gaslini, ma un gruppo di persone, senza pensarci due volte, si è precipitato ad aiutarmi.

Hanno fatto da scudo umano perché nessuno mi investisse (non ero in grado di alzarmi), hanno spostato il motorino in un parcheggio normale perché non ero in grado di farlo, hanno allertato i soccorsi e mi hanno rassicurata per tutto il tempo. C’era un’infermiera che non ha mai smesso di sorvegliarmi e parlarmi per verificare il mio stato di coscienza, sempre con il sorriso, un ragazzo giovane che ha allertato i soccorsi, una dottoressa gentile, un ragazzo che mi ha liberato la gamba dal motorino e lo ha parcheggiato e altre persone che controllavano che non mi succedesse nulla mentre ero per terra dolorante.

Quando è arrivato mio figlio, che stavo andando a prendere a scuola, lo hanno rassicurato e hanno fatto in modo che non corresse in mezzo alla strada per raggiungermi".

Poi sono arrivate le soccorritrici della PA nerviese: tre ragazze competenti ed empatiche che con professionalità si sono occupate di me e delle mie ferite e mi hanno portata in pronto soccorso, tenendomi ferma la gamba per tutto il tragitto perché non avessi troppo dolore. C’era la pattuglia della polizia locale che con garbo e umanità ha acquisito la dichiarazione chiedendomi prima di tutto come stessi (cosa non scontata), senza far pesare che avevo creato un disagio alla viabilità e anzi aiutandomi con la logistica (documenti e quant’altro).

Mi hanno portata all’ospedale Galliera, sono anche io dipendente dell’ospedale e so come lavorano anche nella difficoltà del sovraffollamento, ma provarlo da paziente ha solo confermato la percezione del modo di lavorare di medici, infermieri, tecnici e oss: con pazienza, professionalità e passione. Grazie per la vostra dedizione e il vostro affetto.

Molte delle persone che ho incontrato in questa “avventura” non le conosco e probabilmente non avrò occasione di incontrarle ancora, altre fanno parte della mia vita, ma a tutte loro va il mio più profondo ringraziamento, non solo per l’aiuto pratico e morale ma anche per il messaggio di umanità bella e sana che accende la speranza e scalda il cuore.
Grazie.
Michela Trimboli"

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