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Ecco perché saltano le corse e capita di vedere due mezzi della stessa linea uno dietro l'altro. Il segretario generale della Faisa Cisal Edgardo Fano: "Serve immediatamente rimodulare il servizio"
3 minuti e 1 secondo di lettura
di Andrea Popolano

Le corse saltate, mezzi pieni e ritardi. Spesso, lamentano i cittadini, si vedono due bus della stessa linea arrivare a distanza di pochi minuti l'uno dopo l'altro dopo lunghe attese.

Durante Il Programma Politico di Primocanale si è affrontata la questione legata al servizio Amt. Da una parte l'assenza di autisti, in questi mesi sono stati circa 60 i dipendenti Amt fuoriusciti tra pre pensionamenti e cambio lavoro, dall'altra i problemi legati ai singoli mezzi privi di ricambi e dunque costretti a stare fermi. Ma al centro di tutto c'è la necessità di una riprogrammazione del servizio da fare con i bus e il personale a disposizione. Su questo tema lo scorso 5 gennaio c'è stato un incontro tra il Comune e i sindacati, entrambe le parti sono d'accordo che serve una rimodulazione del servizio
 
A spiegare nel dettaglio i problemi del servizio è il segretario generale della Faisa Cisal Edgardo Fano. "Partiamo dal fatto che mancano gli autisti e mancano le vetture. Se una linea che ha una frequenza ogni dieci minuti salta una corsa la frequenza diventa di 20 minuti, con il tempo poi si accumula ritardo si passa a 30 minuti di frequenza. Per questo noi continuiamo a dire che riprogrammato il servizio" spiega Fano. In queste settimane partiranno una serie di riunioni tecniche chiamate proprio a mettere una pezza dove possibile.
 
I problemi riguardano diverse linee, a soffrire di più sono soprattutto le linee collinari dove a volte il servizio è dimezzato mentre per le linee principali si arriva a un 10% in meno del servizio. A giugno, quando è esploso il caso legato al buco di bilancio, il Comune aveva annunciato che, vista la situazione, era necessario bloccare le assunzioni. Da qui la necessità, concordata con i sindacati, di rimodulare il servizio. "La situazione altrimenti peggiorerà - spiega ancora Fano -, questo perché ci sono vetture che restano accese e in servizio anche 12 ore per sopperire alle carenze, tutto questo usura ulteriormente i mezzi".
 
L'appello è rivolto soprattutto all'azienda che in questi mesi ha visto un cambio ai vertici con l'ingresso nel ruolo di presidente dell'ex sindaco di Savona Federico Berruti. Nel mirini finisco anche i tagli del Governo Meloni ai fondi destinati al Trasporto pubblico. Secondo un'analisi di Legambiente si parla di un taglio del 35% rispetto alle risorse che venivano destinate alla mobilità nel 2009. 
 
A livello locale c'è lo sforzo, registrano i sindacati, di mettere una pezza alla situazione. Regione e Comune sono d'accordo nel realizzare un'azienda unica di trasporto pubblico locale a livello regionale. La Regione ha immesso circa 15 milioni di euro e più o meno la stessa cifra ha messo il Comune in previsione bilancio. Nel frattempo il bilancio Amt attende di essere depositato. Da una parte le nuove tariffe che dovrebbero portare nelle casse comunali circa 10 milioni di euro in più all'anno. Altre risorse dovrebbero arrivare dalla rivisitazione dei contratti di servizio, si parla di circa 20-30 milioni. 
 
"Non è una questione di centrodestra o centrosinistra - analizza ancora il segretario generale della Faisa Cisal Fano -. Sia Regione Liguria che il Comune di Genova hanno preso la problematica con estrema serietà e impegno, entrambe hanno messo delle risorse importanti. A livello interno invece vedo molte carenze: il nostro compito è fare trasporto pubblico, se non assolviamo a questo non stiamo facendo il nostro compito. Sono 26 anno dentro Amt e rappresento un sindacato autonomo, in tanti anni non avevo mai visto un servizio messo male come adesso" conclude Fano sottolineando la necessità che sia la stessa azienda ad avviare il prima possibile una riprogrammazione del servizio.
 
 

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