
Amiu, guidata dal neo presidente Paolo Macchi, è pronta a mettere nero su bianco, già nella giornata di oggi, una serie di rimostranze rispetto al bando emesso da Arlir per la realizzazione del termovalorizzatore destinato alla chiusura del ciclo dei rifiuti in Liguria. Le osservazioni dell’Agenzia regionale ligure per i Rifiuti rischiano di incidere sui tempi della procedura, introducendo possibili elementi di rallentamento in una partita già delicata sul piano tecnico e politico.
Il percorso era entrato nel vivo a metà dicembre, con la pubblicazione dell’avviso esplorativo finalizzato a raccogliere le manifestazioni di interesse per la progettazione, realizzazione e l’affidamento in concessione dell’impianto. Il bando individua una capacità complessiva minima di 220mila tonnellate annue, ritenuta sufficiente per garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti urbani a livello regionale.
La soglia potrà però essere innalzata fino a circa 320mila tonnellate all’anno, a condizione che vengano dimostrate sinergie positive – anche sotto il profilo della sostenibilità economica – con flussi di rifiuti speciali prodotti in Liguria e oggi destinati alle discariche o inviati a impianti fuori regione. Un’ipotesi che amplia il perimetro dell’intervento e che, inevitabilmente, riporta al centro del dibattito alcune aree storicamente legate alla gestione dei rifiuti, come Scarpino.
Proprio su diversi passaggi del bando, secondo quanto filtra, Amiu sarebbe pronta a sollevare obiezioni tecniche e procedurali. Le criticità riguarderebbero in particolare il dimensionamento dell’impianto, il modello concessorio e le ricadute operative sul sistema di gestione dei rifiuti genovese. Un intervento che, se formalizzato, potrebbe determinare una revisione o un approfondimento di alcuni aspetti della gara, con possibili effetti sui tempi complessivi dell’iter.
Parallelamente, però, emerge un altro elemento di rilievo: la posizione del Comune di Genova. Pur senza dichiarazioni ufficiali, da Palazzo Tursi arrivano segnali che lasciano intendere una disponibilità, seppur indiretta, a valutare l’ipotesi di ospitare l’impianto sul proprio territorio. Una scelta che avrebbe un forte peso strategico, considerando il ruolo centrale del capoluogo nel sistema regionale dei rifiuti e la necessità di superare definitivamente il ricorso alle discariche e all’export fuori regione. Da capire la reazione di alcuni partiti di maggioranza come Avs e Movimento Cinque Stelle da sempre contrari al termovalorizzatore.
La partita del termovalorizzatore entra così in una fase cruciale, sospesa tra le osservazioni tecniche di Amiu, le valutazioni di Arlir e le scelte politiche degli enti locali. Sullo sfondo resta l’obiettivo dichiarato: dotare la Liguria di un impianto in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti, riducendo costi e impatti ambientali. Ma il percorso, ancora una volta, si preannuncia tutt’altro che lineare.
7° C
LIVE
IL COMMENTO
-
Sara Piattino*
Mercoledì 07 Gennaio 2026
-
Luigi Leone
Lunedì 05 Gennaio 2026
leggi tutti i commentiCrans Montana: perché restiamo a guardare? 8 chiavi per capire la psicologia nel cuore della tragedia
Il Casinò di Sanremo, un patrimonio non sfruttato da tutta la Liguria