Cultura e spettacolo

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Lo spettacolo in scena dal 15 al 23 gennaio
1 minuto e 33 secondi di lettura
di Dario Vassallo
Una scena de 'Il trovatore'

E' un mondo di passioni travolgenti, intrighi e colpi di scena quello che Giuseppe Verdi disegna ne Il trovatore, opera tra le più rappresentate del repertorio lirico mondiale, amata fin dal suo debutto al Teatro Apollo di Roma il 19 gennaio 1853, che apre il 2026 operistico del Carlo Felice dal 15 al 23 gennaio con la regia di Marina Bianchi che torna a montare uno spettacolo del 2019 e la direzione musicale di Giampaolo Bisanti.

Personaggi segnati dal destino

Ambientata nella Spagna del XV secolo, intreccia le vite di personaggi segnati dal destino. La storia ruota attorno alla contesa tra Manrico, il giovane trovatore valoroso, e il Conte di Luna, divisi dall’amore per Leonora. Sullo sfondo, il misterioso passato della zingara Azucena, la madre di Manrico, aggiunge tensione e suspense, facendo emergere temi universali come l’odio, la vendetta e la redenzione: “Con Il trovatore – sottolinea il sovrintendente Michele Galli – il Carlo Felice riafferma il valore del grande repertorio come patrimonio capace di parlare ancora oggi con una forza teatrale intatta”.

Verismo ante litteram

L’opera è spesso considerata un esempio del cosiddetto “verismo ante litteram” per la sua capacità di raccontare passioni estreme e situazioni drammatiche con realismo emotivo. Verdi, noto per la capacità di fondere dramma e musica, caratterizza ogni personaggio con arie memorabili, dalla celebre Di quella pira di Manrico che incarna il coraggio e la sfida alla struggente Tacea la notte placida di Leonora, espressione di un amore puro e tormentato.

Navigare insieme

In occasione della messa in scena del Trovatore, il Carlo Felice avvia Navigare Insieme, nuovo progetto di accessibilità, pensato per rendere l’esperienza dell’opera lirica ancora più aperta, inclusiva e condivisa. L’iniziativa si rivolge in particolare alle principali aree di disabilità – motorie, sensoriali, intellettive – e si fonda su un percorso di co-progettazione con le associazioni del territorio, coinvolte come interlocutori attivi nella definizione dei bisogni e delle soluzioni.

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