Cronaca

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Il tribunale ha quindi condannato la gestione liquidatoria dell'attuale Asl a risarcire la donna
1 minuto e 44 secondi di lettura
di Redazione

Credeva di aver risolto da ragazza un grave problema cardiaco congenito, dopo 48 anni ha però scoperto che l'intervento che l'avrebbe dovuta curare non c'era mai stato. Per tutti quegli anni la signora, una genovese oggi 72enne, ha vissuto con la certezza di essere stata sottoposta nel 1971 a un delicato intervento al cuore all'ospedale San Martino di Genova. In realtà, quell'operazione non sarebbe mai avvenuta. La storia è stata raccontata dal Corriere della Sera.

La scoperta nel 2019

La scoperta arriva solo nel 2019, quando la donna, colpita da due ictus, viene sottoposta a un nuovo intervento cardiochirurgico per la riparazione delle valvole mitralica e tricuspide. In sala operatoria emerge un fatto sconvolgente: il cuore non presenta alcun segno di un precedente intervento. Nessuna correzione, nessuna incisione cardiaca. Solo una cicatrice esterna sul torace.

La conferma dalla perizia disposta dal Tribunale

Secondo quanto riportato dal quotidiano, i medici accertano che nel 1971 era stata eseguita unicamente una toracotomia, cioè l'apertura e la successiva chiusura del torace, senza che venisse effettuata alcuna operazione sul cuore. Un'anomalia poi confermata da una perizia medico-legale disposta dal Tribunale di Genova.

Il tribunale ha quindi condannato la gestione liquidatoria dell'attuale Asl a risarcire la donna con circa 900 mila euro, cifra che con interessi arriva a sfiorare i 2 milioni di euro. Decisivo, per i giudici, il principio secondo cui la prescrizione decorre dal momento in cui il danno viene scoperto: nel caso di Luciana, appunto, il 2019.

Per il giudice Pasquale Grasso non ci sono margini di dubbio: già all'inizio degli anni Settanta l'ospedale genovese disponeva delle competenze necessarie per correggere il difetto cardiaco congenito, come avveniva nel resto del mondo occidentale e, con ragionevole certezza, anche nel Nord Italia. Eppure l'intervento indicato nella cartella clinica non sarebbe mai stato eseguito, documento che il tribunale ha di fatto qualificato come falso.

La nota del San Martino

"L’attuale direzione ospedaliera è estranea al fatto in questione e contestualmente sottolinea che tutte le posizioni giuridiche passive relative ad episodi antecedenti il 1° gennaio 1995 rispondono oggi alla gestione liquidatoria della disciolta USL 13esima GE4, soggetto giuridico completamente differente appunto dall’attuale sistema sanitario vigente".

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