Cronaca
Arresto netturbino infedele, concessi domiciliari
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"Ero disperato e avevo bisogno di soldi". E' la confessione del il dipendente dell'Ata arrestato a Savona perché faceva il pieno di benzina a spese dell'azienda, fatta stamani davanti al giudice per le indagini preliminari Donatella Aschero nel corso dell'interrogatorio di convalida dell'arrestato. Il gip ha concesso all'uomo gli arresti domiciliari. Nell'inchiesta è stato indagato in concorso un amico, di 64 anni, anche lui abitante a Savona. Secondo quanto scoperto dalla polizia 4mila litri di benzina prelevati indebitamente finivano in parte nell'auto del netturbino arrestato e parte in quella di amici o conoscenti ai quali vendeva il carburante. Per fare rifornimento ai distributori di benzina l'uomo utilizzava una scheda di credito aziendale che in realtà poteva essere consegnata al benzinaio solo durante i periodi di lavoro, ovvero dalle 6 alle 12.
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