Nell’intervista che Claudio Burlando ha rilasciato a Primocanale si chiariscono molti angoli oscuri della vicenda delle nomine dei nuovi direttori della sanità.
Partiamo dal caso che ha fatto più scalpore: il siluramento del direttore generale del San Martino, Gaetano Cosenza.
Cosenza poteva restare ancora due anni, cioè arrivare praticamente al traguardo quando anche la giunta regionale finirà la sua legislatura.
Burlando ha detto con estrema chiarezza che lui era favorevole a questa scelta. Poi il nuovo presidente, nel 2011, avrebbe fatto le sue scelte.
Invece l’opposizione dura è venuta dall’Università, sia dall’attuale rettore Bignardi che da quello da poco eletto ma che entrerà nelle sue funzioni a novembre, De Ferrari.
Curioso che sia venuto proprio dall’Università questo diktat. Per quali motivi? I dieci anni passati? Per rapporti difficili tra universitari e ospedalieri? Forse qualche risposta chiarificatrice potrebbe essere utile a dipanare congetture, supposizioni e, soprattutto, sospetti.
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