Evidentemente provati e debilitati per la detenzione in carcere: sono apparsi così Stefano Francesca e Massimo Casagrande, due degli arrestati nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per le mense del comune di Genova. In mattinata sono stati portati in tribunale per gli interrogatori di garanzia, ma solo Casagrande è stato sentito, mentre Stefano Francesca intorno alle 17 è stato riaccompagnato in carcere. L'interrogatorio di Casagrande è durato un paio d'ore: al termine il suo avvocato Stefano Bigliazzi ha spiegato: "Il mio assistito sta malissimo, divide la cella con un'altra persona, non vuole mangiare. Secondo noi non ci sono gli estremi per la custodia cautelare in carcere, chiederemo la scarcerazione. La decisione dovrebbe arrivare già domani". Francesca sarà sentito invece domani. In mattinata era stato invece interrogato per oltre 4 ore l'imprenditore Roberto Alessio: interrogatorio secretato. A lui sarebbero state contestate parecchie telefonate e intercettazioni nel ruolo che, secondo l'accusa, sarebbe stato quello di corruttore. Sempre oggi è stato sentito anche il quarto arrestato, l'avvocato Marco Fedrazzoni. Domani, invece, sarà la volta (oltre che di Francesca) anche del professor Giuseppe Profiti, l'unico agli arresti domiciliari.
Politica
Francesca e Casagrande in tribunale: "Provati e debilitati"
55 secondi di lettura
Ultime notizie
- Riparte il consiglio regionale, minuto di silenzio commosso per Crans-Montana
- Assi di forza, Via Balbi riapre al transito: come cambia la viabilità
- Fondi ad Hamas, i difensori: "L'indagine si basa su informazioni arrivate da scenari di guerra"
- Traffico e pioggia, raffica di incidenti e un uomo investito sulle strisce a Genova
- Assi di forza, trovati reperti archeologici anche nel cantiere di Fontane Marose
- Sondaggio Primocanale/ Tecné: Genova con Silvia Salis è meglio o peggio di prima?
12° C
LIVE
IL COMMENTO
-
Luigi Leone
Lunedì 12 Gennaio 2026
-
Mario Paternostro
Domenica 11 Gennaio 2026
leggi tutti i commentiSalis, le primarie divisive e l’obbligo della coerenza
La grande questione di Genova che non riesce a diventare giovane