Cronaca

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“Una delusione, non ha detto praticamente nulla”. Così, all’uscita dal carcere di Chiavari, Andrea Giorgi l’avvocato difensore di uno dei due arrestati per il rogo doloso dello Schooner la discoteca di Sestri Levante il cui titolare Tino Barbera è morto venerdì sera colpito da una trave divelta da un’onda. Per ora i carabinieri escludono categoricamente un legame tra i due episodi ma l’autopsia verrà comunque fatta con particolare scrupolo per cercare anche solo un indizio e al vaglio degli inquirenti anche i movimenti dei due giovani prima dell’incidente. Uno dei due, il 34enne, Luca Ministi, che ha un’attività in una pizzeria, era già stato difeso da Giorgi in un precedente guaio con la giustizia per detenzione di droga: hascisc, precisa l’avvocato. Per ora nelle sue mani il verbale di perquisizione dei carabinieri che lo hanno incastrato grazie a impronte di vernice compattibili con quelle trovate nel locale. Ma nessuna ammissione. La difesa punterà a sostenere, nell’interrogatorio di convalida di giovedì, la non pericolosità dell’assistito. Se anche avesse compiuto il gesto, è la logica di questa linea, sarebbe stato ubriaco. L’altro arrestato Carmelo Mineo di 23 anni fa l’operaio. Era in casa con i genitori, quando è stato portato in caserma, sono definiti una "famiglia per bene", rimasta stupita dal gesto. Che ci sia una messa in scena di mezzo? Che ci fossero attriti tra i due uomioni e Barbera, magari perché rifiutati in discoteca? Per ora illazioni.