cronaca

Un viaggio nei "corpi idrici" di Genova, torrenti e ruscelli, aperti e tombati. In scena alla Corte la sera del 13 novembre
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Il viaggio di un collettivo di artisti visivi sotto le coperture dei torrenti, nei greti, lungo le sponde dei rivi, per ispezionare tutti i corsi d'acqua di Genova, come a ricordare le sei donne vittima dell'esondazione del Fereggiano di dieci anni fa. Obiettivo: denunciare lo stato in cui sono mantenuti queste arterie dell'acqua, i corpi vivi, e trasformare questo articolato sopralluogo in uno spettacolo teatrale da regalare al prezzo simbolico di un euro ai genovesi.

Una denuncia in scena per sottolineare che maltrattatare i corpi vivi equivale a maltrattare la natura e dunque noi stessi, il nostro ambiente.

L'appuntamento è per la sera del 13 novembre nel teatro della Corte, alla Foce, nato sopra la copertura del Bisagno, di fatto una lapide di un torrente tombato.

A raccontare questa iniziativa a Primocanale durante il convegno organizzato dall'Associazione Amici di Ponte Carrega
(una zona di Staglieno) e dal Municipio Bassa Valbisagno nella stessa sede del Parlamentino di piazza Manzoni, è Alessandra Vannucci, regista, drammaturga, docente universitaria e curatrice dello spettacolo.