porti e logistica

Proclamato dai lavoratori portuali che aderiscono all'Usb: iniziato a mezzanotte di domenica
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Quarantotto ore di sciopero, 25 e 26 ottobre: a pochi giorni dallo sgombero del varco di Ponte Etiopia in lungomare Canepa, dopo 7 giorni di presidio, arriva al porto di Genova una nuova agitazione.


A proclamare lo sciopero sono i lavoratori portuali dell'Unione Sindacale di Base, Usb, che nel loro comunicato rivendicano che con l'entrata in vigore dell'obbligo di green pass dello scorso 15 ottobre venga "discriminata la classe lavoratrice, ulteriormente divisa nonché privata del reddito, delle tutele contrattuali e della privacy".


In giornata una delegazione di lavoratori portuali dell'Usb verrà ricevuta in prefettura a Genova oggi stanti i presidi a due varchi portuali attivi da questa mattina all'alba. I portuali dell'Usb protestano per ottenere i tamponi gratuiti per i lavoratori che non hanno fatto il vaccino e che comunque devono ottenere il green pass per poter lavorare. L'Usb chiede che ci siano hub agli accessi portuali dove poter effettuare i test anti-Covid gratuitamente.


L'astensione dal lavoro è iniziata alla mezzanotte di domenica sera e finirà a mezzanotte di martedì.


Dalle sei di mattina quest'oggi è iniziato il presidio a varco Albertazzi e al varco San Benigno, quel varco noto ai cittadini poiché è la porta per gli imbarchi dei traghetti passeggeri accanto al varco noto invece per l'ingresso in porto delle merci internazionali. Preoccupano le ripercussioni sul trafffico cittadino del ponente.

(notizia in aggiornamento, immagine di archivio)