cronaca

Il femminicidio avvenuto lo scorso febbraio
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Ha provato a soffocarsi con un paio di calzini, una mascherina chirurgica e stringendosi al collo un laccio ma l'intervento degli agenti della polizia penitenziaria del carcere di Marassi a Genova ha evitato il peggio. Autore del gesto è Renato Scapusi detenuto per il femminicidio dello scorso febbraio dell'ex compagna Clara Ceccarelli, accoltellata a morte nel suo negozio in via Colombo.

Il fatto è accaduto venerdì notte nel Centro Clinico di Marassi dove il 59enne è detenuto. A darne notizia è Fabio Pagani, segretario regionale della UILPA Penitenziari. "Quello di ieri è l’ennesimo detenuto salvato letteralmente dalla morte dagli agenti di Marassi - spiega Pagani -. L’Istiuto di Genova Marassi rappresenta uno dei gironi infernale del sistema penitenziario italiano e ad alimentare questa spirale di violenza concorre certamente anche il dato di affollamento della struttura genovese".

"Stamattina – spiega ancora il segretario generale della UILPA Penitenziari – a Marassi sono presenti circa 700 detenuti a fronte dei 435 posti previsti, speriamo  che tutte le forze politiche, il Parlamento e il Governo si concentrino su interventi con carattere d’urgenza che si occupino delle più importanti e impellenti questioni penitenziarie e anticipino le altrettanto indispensabili riforme strutturali, il Ministro e l’intera Amministrazione Penitenziaria si sveglino nella nomina di un Direttore titolare per Marassi , mai come ora occorre dialogo e confronto con il Sindacato, prima che sia troppo tardi” .