cronaca

"L'accesso al voto è garantita a tutti, anche a chi non si vuole vaccinare, dopo aver fatto il tampone."
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 Un altro punto della vicenda Green Pass, ormai diventato obbligatorio in molti ambiti della vita di tutti i giorni, dal potersi sedere al tavolo interno di un ristorante a quello che è definito un 'diritto politico': andare a votare. La domanda sorge spontanea, il diritto al voto e la necessità di esibire il Green Pass sono compatibili? A rispondere Lorenzo Cuocolo, professore di diritto pubblico comparato all'Università di Genova: "I diritti politici non sono diritti assoluti, in qualche modo devono essere compatibili con il sistema e gli altri diritti, come ad esempio quello della tutela della salute. L'esercizio di un diritto politico si deve svolgere all'interno di una 'cornice di sicurezza', come quella che il green pass mira a realizzare, quindi no."



"L'accesso al voto è garantita a tutti, anche a chi non si vuole vaccinare, dopo aver fatto il tampone. Non ho memoria di altri casi simili, però ci sono delle norme del codice penale che comunque prevedono delle sanzioni gravi per chi contagia altre persone -ha continuato il professor Cuocolo-. L'ordinamento prevede dei meccanismi di difesa a tutela della salute collettiva. Nel nostro caso abbiamo una pandemia identificata, con un virus identificato e mi sembra ragionevole che ci siano delle lievi limitazioni nelle modalità di accesso al voto, volta a garantire la salute di tutti. Non stiamo parlando di un obbligo di vaccinazione, a mio parere legittimo, ma parliamo dell'esibizione di un certificato di vaccinazione o un tampone effettuato nelle ore precedenti.



Sul dibattito nato negli ultimi giorni (LEGGI QUI) sull'obbligo di Green Pass per accedere alle aule parlamentari Cuocolo ha spiegato: "Io non credo che i rappresentanti debbano essere trattati esattamente allo stesso modo dei rappresentati, ma non perchè siano dei privilegiati, ma perchè i parlamentari hanno delle prorogative che possono essere diverse da quelle dei semplici cittadini. Per esempio, per un'esigenza di tutela dell'Istituzione parlamentare, del principio di separazione dei poteri e per evitare ingerenze da parte di soggetti terzi nel funzionamento del sistema democratico. Le Camere si stanno orientando per dei provvedimenti che impongono il green pass per entrare in aula, ogni camera deve decidere come regolamentare l'accesso alla propria aula, non può essere il governo ne una legge a farlo. Si può fare, è stato deciso dalla Camera dei Deputati, non vedo nessuna incompatibilità tra l'esercizio delle funzioni parlamentari e l'obbligo di presentare il green pass."




"Se noi consentiamo ai parlamentari di entrare nell'aula senza controlli, si possono generare dei contagi che vanno a danno degli altri e di tutto il personale che lavora nel palazzo del Parlamento. Non c'è solo da tutelare la posizione del parlamentare no-vax o no-green pass, ma anche quella degli altri. La possibilità di uno di entrare senza nessun controllo, potrebbe non far più accedere alle aule liberamente agli altri parlamentari." Ha concluso il professore di diritto pubblico comparato all'Università di Genova.