"Il mercato non avrebbe mai accettato l’acquisto delle quote" - aggiunge Crucioli -: "i 9 miliardi sono un aiuto di stato perché c’è un processo in corso, ma non tiene conto dei debiti che si dovrà accollare il nuovo concessionario, né si tiene conto delle spese che il concessionario non ha fatto negli anni. Se passa questo accordo non si potranno chiedere risarcimenti, compresi quelli di immagine per l’Italia che agli occhi del mondo è passata per il paese che non sa mantenere in piedi i propri viadotti autostradali."
"Lo Stato dovrebbe chiedere conto al concessionario che aveva l’obbligo di tenere in piedi quel ponte. Non solo, ma lo Stato – in questo contratto - si fa carico dei danni che terzi potranno chiedere al concessionario. C’è però una clausola secondo cui il contratto può non avere effetto tra le parti, se il Ministero lo sottoscrive. Ed è quello che chiediamo al Governo, tramite il Prefetto, di non dare efficacia al contratto.
Lo Stato - conclude il senatore - deve andare fino in fondo e difendere tutti noi. Abbiamo pareri autorevoli che dimostrano che il procedimento di decadenza si poteva portare avanti"
Il senatore Crucioli ha poi diffuso un documento cartaceo che spiega nel dettaglio il riprendere del procedimento di decadenza della commissione.
Il senatore Crucioli ha poi diffuso un documento cartaceo che spiega nel dettaglio il riprendere del procedimento di decadenza della commissione.
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