cronaca

I ragazzi della Valpolcevera in una lettera: "Ti vogliamo bene"
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Si tiene oggi alle 10 davanti al gip Angela Nutini l'udienza di convalida dell'arresto di Alessio Scalamandré, il 28enne che lunedì sera ha ucciso il padre Pasquale, 62 anni, al termine di una lite. Il ragazzo, interrogato quella notte dal sostituto procuratore Francesco Cardona Albini, ha confessato l'omicidio spiegando di essere stato aggredito dal padre e di aver avuto paura: "Lo volevo fermare per poter scappare" ha ribadito più volte nell'interrogatorio, assistito dall'avvocato Luca Rinaldi.

Il giovane, incensurato, è accusato di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela e dall'uso di arma impropria, mentre il fratello minore Simone è indagato a piede libero in concorso. Dal verbale dell'interrogatorio del ragazzo emergono alcuni dettagli sulla storia famigliare che ha portato la moglie di Scalamandré a denunciare il marito: Alessio racconta di aver disarmato il padre due volte quando era un ragazzo. Le pistole, che il 62 deteneva per uso sportivo, gli erano state sequestrate a gennaio, dopo la denuncia della donna: "Da allora minacciava di uccidere mia madre sgozzandola con un coltello". I familiari della vittima, attraverso l'avvocato Greta Olivieri respingono le accuse: "Non era un mostro né un violento - dicono - era la moglie che gli ha sempre voluto mettere i figli contro". 

Intanto dalla Valpolcevera arriva un segno di vicinanza al giovane. Un centinaio di coetanei del ragazzo  hanno scritto una lettera per mostrare tutto l'affetto verso Alessio. Una lettera firmata anche dal presidente di municipio Federico Romeo. "Ti vogliamo bene, sei figlio della nostra Valpolcevera. In questa terra molti di noi ci sono nati, siamo cresciuti, ci siamo formati e abbiamo sempre condiviso l’amore per una vita fatta di impegno e di miglioramento all’insegna della solidarietà e dell’amicizia" si legge nel testo