cronaca

"La sicurezza prima di tutto ma poi servono risposte chiare e immediate dal Governo su infrastrutture e gestione autostrade"
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 "Nel primo weekend dopo la riapertura dei confini, come ampiamente previsto e denunciato, le autostrade della Liguria sono già bloccate". Lo denuncia a Primocanale il presidente Giovanni Toti, anch'esso in macchina per raggiungere il levante della regione. "È bene ricordare che dal crollo del ponte Morandi è in corso una vera e propria guerra tra il Governo, unico e solo ad avere competenza sulle reti autostradali, e Autostrade".

"Mentre in questa guerra, che non ha prodotto alcun risultato, le concessioni sono ancora lì e i partiti della maggioranza litigano ogni giorno sul da farsi, le vere vittime siamo proprio noi liguri", prosegue. "Invece di fare giustizia per le vite perse nella tragedia del Morandi, nell'inconcludenza dei vuoti proclami sta rimanendo schiacciata una regione, proprio quella che ha sofferto per la tragedia del crollo. Una beffa drammatica. Siamo anche in attesa di sapere a chi il commissario Bucci dovrà restituire il nuovo ponte".

"Dovevamo per forza arrivare a questo punto, dopo 3 mesi di lockdown?", "bisogna fare qualcosa", "così si danneggia il turismo", "serve la Gronda al più presto". Sono i messaggi arrivati al governatore Toti che dice: "La penso come voi, ma li avete mandati alla persona sbagliata, perché Regione è vittima come voi di questa situazione".

"La sicurezza prima di tutto ma poi servono risposte chiare e immediate dal Governo su infrastrutture e gestione autostrade. Si deve "decidere" cosa fare, come più volte abbiamo sollecitato al Ministro alle infrastruttute De Micheli. Di fronte a tutto questo il Governo decida ciò che ritiene, ritiri la concessione o non la ritiri, ma torni a fare il Governo: convochi subito tutte le parti, metta in piedi un piano di emergenza, informi le istituzioni locali e si assuma le proprie responsabilità verso i cittadini. Basta proclami, ma azioni concrete. Se questo Paese non comincia ad agire credo che non andrà da nessuna parte. Meno conferenze stampa a reti unificate e più decisioni. Ci sono opere pubbliche che non stiamo facendo, ci sono le concessioni autostradali su cui decidere. Prendiamo in mano la situazione o rimarremo così: immobili, mentre noi vogliamo solo ripartire".