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Otto anni di trionfi in blucerchiato restano indelebili per l'ex attaccante oggi team manager della Nazionale
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Gianluca Vialli ricorda con affetto lo scudetto conquistato con la Sampdoria nel 1991. "In termini di gioia, il successo al quale sono più affezionato - dice in una lunga intervista al canale BBC Radio5 - vincere lo scudetto con la Sampdoria, perché assomiglia un po’ alla storia di Davide e Golia. Un piccolo club di una piccola città, se paragonata a metropoli come Milano o Roma, che contro ogni pronostico è finito per sconvolgere lo status quo. Eravamo una squadra di amici, guidata da un visionario alla presidenza. Riuscire a vincere il titolo è stata una gioia indescrivibile. In termini di importanza, direi la finale di Coppa dei Campioni da capitano della Juventus nel 1996. È stata la mia ultima partita con i bianconeri prima di trasferirmi al Chelsea. Avevo perso quattro anni prima a Wembley la finale col Barcellona, ai tempi della Sampdoria, quindi capite che ho passato tutto quel tempo a ripensare alla sconfitta. Quando son riuscita a vincerla con la Juventus, è stato un bel sollievo"


Vialli ha vinto tutt'e quattro le coppe europee (la Champions e la Uefa con la Juve, la Coppa delle Coppe con la Sampdoria e, da giocatore-allenatore con il Chelsea con cui conquistò anche la Supercoppa), ma resta legato emotivamente agli otto anni nella Sampdoria. Dal 1984 al 1992, l'attuale team manager della Nazionale, oggi 55enne, in blucerchiato vinse Scudetto, Coppa delle Coppe, Supercoppa d'Italia e tre edizioni della Coppa Italia, disputando inoltre altre tre finali europee (Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e Supercoppa Europea) e una di Coppa Italia (saltando quella del 1986 perché era in Messico con la Nazionale).

Con una lunga intervista al canale BBC Radio5,