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Il sindaco di Genova analizza la situazione della città in emergenza coronavirus
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“Fate la spesa on line e ritiratela nei supermercati in stile drive-in. E' una soluzione che va adottata e sostenuta. Stiamo chiedendo alla procura e al governo se ci può essere la possibilità di farlo anche fuori municipio. Questa scelta può aiutare a ridurre i contagi”. Il sindaco di Genova Marco Bucci a Primocanale parla a tutto campo dell’emergenza coronavirus: “L’importante è che la gente capisca quali sono i comportamenti sbagliati”.


Sindaco, le misure per ridurre le uscite della gente possono aumentare?

Dipenderà dal decreto del governo. In generale a Genova una buona fetta della città si sta comportando bene. Rimangono alcune zone e alcune persone non hanno capito l’importante di stare a casa. Eliminando i contatti si può rimanere senza contagio. E’ la cosa principale che possiamo fare per fare in modo che questa disgrazia si possa superare. La raccomandazione è stiamo a casa, stiamo a casa.

Ci sono zone periferiche di Genova dove c’è più gente in giro


Dobbiamo comunicare meglio e sempre di più. Nel week end metteremo 500 persone tra polizia locale e protezione civile per fare attività di dissuasione.

Cosa state facendo per gli anziani: funzionano i servizi per la spesa a domicilio e l’assistenza.

Abbiamo messo in piedi questo aiuto che è la spesa a domicilio che funziona. L’agenzia per la famiglia ha attivato un servizio con psicologi ed esperti che aiutano le persone a superare questo periodo. Aggiungo che ci sono supermercati che danno la possibilità di fare la spesa via internet e poi raccogliere la spesa senza entrare nel supermercato. E’ il modello drive-in, una soluzione valida che consigliamo a tutti. Mettetevi in contatto con i supermercati che lo fanno.

E’ possibile pensare alla chiusura di parchi e giardini a Genova?

Abbiamo parlato di questa ipotesi. E’ sbagliato portare più volte l’animale in giro o stare fermi sulle panchine. Ma è il comportamento sbagliato ed è da modificare. Non servono le chiusure. Chiudere un parco vuol dire diminuire la superficie disponibile per la gente che vuole andare fuori. E vuol dire aumentare la concentrazione. Sarebbe un errore tecnico. Quello che bisogna fare è cambiare i comportamenti. Se uno vuole fare una passeggiata di dieci minuti, la faccia ma in condizioni di isolato e senza creare assembramenti. Le 500 persone che saranno in giro nel fine settimana dovranno far passare questo principio

Veniamo alle società partecipate. Il trasporto pubblico verrà sempre garantito? Avete notato orari di sovraffollamento su bus e metro?

Noi abbiamo messo un tetto limite. Non possiamo avere più di 25 persone sull’autobus. E scatta la luce che indica che non è più possibile entrare. La media degli ultimi tre giorni è tra le 10 e 15 persone per autobus. Siamo sotto il livello-soglia.

Mascherine. Personale del comune, protezione civile e società partecipate hanno tutte le dotazioni.

Abbiamo distribuito molte mascherine. Domani al matitone ci sarà una ulteriore distribuzione. Abbiamo le mascherine per tutti. Sono quelle di tipo chirurgico, non certo di tipo ospedaliero riservate a malati e chi lavora in ospedale.

E’ preoccupato per la situazione economica della città

Siamo tutti preoccupati. Sono il primo ad esserlo. Ma non sono senza speranza. Questo è un periodo di rallentamento economico. Ma è una opportunità per chi si saprà preparare bene al dopo. Per questo chiedo agli imprenditori, ai professionisti, ai commercianti e chi esercita una professione di utilizzare questo periodo per fare progetti e piani d’azione, per essere pronti al momento della ripresa, per conquistare quote di mercato e portare ricchezza alla città.

Gli alberghi del tigullio che vivono di turismo straniero chiedono al governo se potrà dare un incentivo agli italiani per muoversi e spostarsi per le vacanze in italia nei prossimi mesi, scontando qualcosa dalle tasse. Si può schierare al fianco degli albergatori

La richiesta è valida. È una idea intelligente da portare avanti. Con o senza sconti fiscali. Agli italiani diciamo: facciamo le vacanze in Italia. Come comprare un bot. Se facciamo le vacanze in Italia si aiutano i nostri concittadini.

È certamente presto per parlare di ripartenza, ma lei da inguaribile ottimista cosa può dire ai genovesi


Questo brutto momento passerà. E’ certo. Non sappiamo quando, ma so che passerà. Per cui prepariamoci. Quando sarà passata sarà il momento per far vedere il nostro DNA, quando arriverà il momento giusto saremo in grado di rilanciare la città.

Che cosa chiede al governo?

La prima cosa è che ci sia la possibilità per i comuni di utilizzare le facilitazioni. Sarebbe possibile anche senza iniezione di denaro fresco limitare le riserve che dobbiamo fare e spendere decine di milioni sul territorio, senza accantonarle per esigenze future.
Altra cosa: il rilancio economico dell’Italia deve passare da alcune città chiave e Genova è una di queste. Ci aspettiamo per questo una serie di progetti e fondi per fare un rilancio come si deve. Genova con la ricostruzione del ponte ha ottenuto una grande visibilità a livello internazionale. Approfittiamone per avere il modello Genova anche su altre opere e infrastrutture che ci servono per un rilancio mondiale della nostra città

Ricostruzione del ponte: il varo della terza maxi campata quando?

Sono iniziati i lavori di sollevamento della campata. Domani le operazioni di movimento. Domenica la risalita e il posizionamento sulle pile 10 e 11. Sarà una cosa importante e difficile. Ovviamente dobbiamo fare i conti con il coronavirus e l’impatto che avrà su tutti i cantieri. Possiamo fare ricorso a maestranze a livello locale e a tante soluzioni che stiamo portando avanti con Fincantieri e Salini. Abbiamo problemi quotidiani che risolviamo sempre.