La cessione di Pietro Pellegri al Monaco per circa 31 milioni complessivi compresi i bonus era annunciata. La partenza del baby bomber del Genoa, inizialmente destinato alla Juventus, metterà a posto i conti del Grifone, ma i tifosi attraverso i social sono molto delusi: “Non è’ andato via un giocatore, ma è partito uno di noi”. Con i suoi sedici anni e nove mesi in questo mercato dei calciatori così asfittico, la sua vendita rappresenta il colpo più grosso e in fondo per la serie A è una tristezza. Uno dei gioielli nostrani finisce in Ligue 1, in Francia. Sia chiaro il presidente del Grifone Enrico Preziosi ha saputo fare i suoi conti, ha bisogno di forti plusvalenze per autofinanziarsi e con il ragazzino di Pegli ha fatto il botto, più che con El Shaarawy che passò al Milan per meno soldi. Cessione dolorosa per tutti, con i tifosi arrabbiati perché se i dirigenti devono ragionare con la calcolatrice, chi ha passione pensa che serva solo il cuore.
A proposito emozionante il post di Eddy Salcedo, amico di Pellegri pure lui, cresciuto nel Genoa e forse prossimo a partire che ha scritto: “Ciao e buona fortuna Pietro, complice e confidente di mille avventure di pallone tra partite, esordi e lunghi ritiri, ci ritroveremo”. Due mondi ormai lontani, separati dai soldi che portano avanti il calcio. Ballardini presentando la partita con l’Udinese ha fatto un giusto riferimento sulla questione Pellegri: “E’ bravo chi lavora nel nostro settore giovanile che alleva così bene futuri campioni”. Un riconoscimento con un pizzico d’orgoglio genoano, ma Pellegri è un altro figlio della Nord che se ne è andato per non avere la forza di trattenerlo, difficile per un tifoso abituarsi, impossibile ora chiedergli di fare il commercialista.
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