A volte succede che forze dell'ordine e magistratura non si mettano d'accordo, e alla fine i reati si perdonano. È successo a Genova, dove un ladro-estorsore è stato prima arrestato e poi rimesso in libertà. Tutto comincia quando l'uomo va a casa di una conoscente per restituire alcuni dvd avuti in prestito. Mentre va in bagno, l'ospite vede un iPad e lo ruba. Il giorno dopo telefona alla donna: “Ho un orologio usato, lo vuoi comprare?”. La donna intuisce e risponde: “No, ma sai niente di un iPad che mi è sparito quando sei venuto a casa?”. “Posso vedere se lo trovo, credo che con 200 euro te lo posso far riavere”.
La donna accetta e fissa ora e luogo, piazza De Ferrari, per lo scambio, ma prima racconta tutto alla polizia e in piazza, per lo scambio, ci sono anche i poliziotti. I poliziotti lo arrestano in flagranza di reato per estorsione. Ma, al momento della convalida, il pm di turno non è d'accordo: l'estorsione presuppone una minaccia, si tratta solo di furto. Così l'uomo torna in libertà, perché gli estremi per l'arresto non ci sono più.
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